treviso

Stretta sulle slot machine nel Comune di Treviso. Il sindaco Mario Conte ha firmato una nuova ordinanza, più restrittiva, sugli orari di apertura per i gestori di sale gioco e su quelli di funzionamento delle slot negli esercizi commerciali autorizzati.

Il primo cittadino ha deciso di cancellare la possibilità per i gestori di sale giochi e attività con apparecchi con vincita in denaro di chiedere deroghe sugli orari di apertura e di funzionamento delle macchine. Il sindaco, inoltre, ha elevato le sanzioni sulla sospensione dell’attività delle sale gioco per chi non rispetta le regole. Prima la chiusura andava da uno a sette giorni, con la nuova ordinanza si arriva a dieci giorni.

“Il Coordinatore del Dipartimento per le Dipendenze ha inviato all’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, i numeri del fenomeno del gioco d’azzardo nel territorio della Provincia di Treviso – si legge nel testo dell’ordinanza pubblicata all’albo pretorio -. La relazione fa emergere che gli utenti del Servizio Serd affetti da dipendenza da gioco d’azzardo (315) sono il 7,2% degli utenti totali (4366)”.

IL SINDACO

Vista l’ordinanza sindacale prot. n. 11473/04 del 1° febbraio 2016 ad oggetto “disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati ex articoli 86 e 88 del TULPS RD n. 773/1931 e negli esercizi commerciali ove è consentita la loro installazione”; Ricordato che il punto 3 del dispositivo di detta ordinanza prevede la possibilità di richiedere al Comune eventuali deroghe agli orari di gioco stabiliti, previa presentazione di apposita istanza contenente un progetto per il contrasto della dipendenza da gioco patologico; Considerato che è stato avviato un unico procedimento per il riconoscimento della deroga agli orari, a fronte di un progetto per il contrasto della dipendenza da gioco patologico presentato dalla ditta interessata, approvato dal SERD dell’Azienda ULSS n. 2 e monitorato dal Comando della Polizia locale; ciò in applicazione del punto 3 del dispositivo dell’ordinanza sindacale prot. n. 11473/04 del 1° febbraio 2016; Atteso che l’istanza di deroga di cui sopra è stata denegata con ordinanza sindacale n.64667 del 9 maggio 2018; Considerato che la disciplina degli orari, tocca un ambito molto complesso che interessa il bilanciamento di due interessi costituzionalmente garantiti, ovvero la tutela della libera iniziativa privata e la tutela della salute e della quiete pubblica. A fronte della garanzia della libertà di stabilimento di attività commerciali nel territorio comunale, si contrappone il livello preoccupante di emergenza sociale raggiunto dal fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo, tanto che anche l’Unione Europea si è pronunciata sulla questione, con una Risoluzione del Parlamento Europeo del 10 settembre 2013 sul gioco d’azzardo on line nel mercato interno. In detta Risoluzione, si afferma la legittimità degli interventi degli Stati membri a protezione dei soggetti che sono interessati dal gioco d’azzardo, anche se questo comporta la compressione di alcuni principi cardine dell’Ordinamento comunitario come ad esempio, la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi. Si richiama, inoltre, la Raccomandazione della Commissione Europea del 14.07.2014, sempre sul gioco d’azzardo on line, nella quale si stabiliscono i principi che gli Stati membri sono invitati ad osservare al fine di tutelare i consumatori, con particolare attenzione ai minori e ai soggetti più deboli. Dagli esiti degli incontri con i Servizi Sociali del Comune di Treviso e con il Servizio SERD dell’Azienda U.S.S.L. n. 2 è emerso che i dati sulla dipendenza da gioco d’azzardo sono in linea con i dati rilevati a livello nazionale; in particolare, nell’incontro con il Servizio SERD, è emerso che i casi di ludopatia registrati dal Servizio sono aumentati esponenzialmente, passando da 4 casi nel 2009 a 163 casi nel 2017 nel territorio provinciale. A tal proposito, la relazione del 20.03.2017 che il Coordinatore del Dipartimento per le Dipendenze ha inviato all’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, sul fenomeno del gioco d’azzardo nel territorio della Provincia di Treviso nell’anno 2016, fa emergere che il maggior numero di utenti che si sono rivolti ai servizi sanitari della Provincia di Treviso, è rappresentato dai fruitori di apparecchi da gioco con vincita in denaro e che, sempre a livello provinciale, gli utenti del Servizio SERD affetti da dipendenza da gioco d’azzardo (315) sono il 7,2% degli utenti totali (4366). Riguardo al solo distretto sanitario di Treviso, gli utenti in cura per patologia da gioco d’azzardo sono 139, pari al 44% del totale degli utenti affetti da ludopatia nella Provincia. Da tenere presente che, circa il 90% delle persone affette da tale patologia non si rivolge ai servizi sanitari.

La Costituzione, all’art. 117 comma 3, stabilisce che :”Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: (omissis) tutela salute; (omissis) governo del territorio (omissis). Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”. Sulla base del dettato costituzionale, la Regione Veneto ha emanato la L. R. 27 aprile 2015 n. 6 che al comma 3 dell’art. 20 intitolato “Disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio dalla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico (GAP)”, dispone che: “I Comuni, in conformità al principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione, sono competenti in via generale all’attuazione della presente legge, ed in particolare: a. possono individuare – definendo specifici criteri di riordino e sviluppo della dislocazione territoriale della rete di raccolta del gioco e tenendo conto dell’impatto sul contesto, sulla sicurezza e sul decoro urbano, nonché dei problemi connessi alla viabilità, all’inquinamento acustico e alla quiete pubblica – la distanza da istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, centri giovanili e impianti sportivi e dal altri luoghi sensibili entro la quale è vietato autorizzare nuove sale giochi o la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo nonché la relativa sanzione amministrativa in caso di mancato rispetto della stessa; b. possono individuare gli orari di apertura delle sale giochi e la relativa sanzione amministrativa in caso di mancato rispetto degli stessi, tenendo conto dell’impatto sul contesto, sulla sicurezza e sul decoro urbano, nonché dei problemi connessi alla viabilità, all’inquinamento acustico e alla quiete pubblica; c. possono prevedere forme premianti per gli esercizi e per i gestori di circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento che scelgono di non installare o disinstallare nel proprio esercizio le apparecchiature da gioco d’azzardo lecito; a) vigilano sull’osservanza delle disposizioni recate dal presente articolo e provvedono all’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni previste dal presente articolo, destinando i proventi prioritariamente ad iniziative per la prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo o in alternativa a finalità di carattere sociale e assistenziale”.

Sull’argomento si sono più volte espressi anche i Tribunali Amministrativi Regionali (T.A.R.), chiamati a decidere sui ricorsi presentati da parte dei gestori delle sale da gioco contro i Regolamenti emanati dai Comuni per disciplinare la diffusione e gli orari di apertura delle sale da gioco e degli apparecchi con vincita in denaro sul loro territorio e contrastare il fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo; Le sentenze, in particolare del T.A.R. Veneto1, sono, state tuttavia, concordi nel respingere i ricorsi presentati, e quindi nel confermare che i provvedimenti emanati dai Comuni, se rispettosi del diritto alla libera iniziativa privata, regolamentano materie quali tutela della salute e della quiete pubblica dei territori da loro amministrati, materie la cui regolamentazione rientra nella competenza del Sindaco; Anche la Corte Costituzionale, chiamata a decidere su questioni di legittimità costituzionale sull’argomento, si è espressa in modo favorevole sulla competenza dei Comuni a regolamentare gli orari di apertura delle sale da gioco e degli apparecchi con vincita in denaro, ai fini della tutela della salute pubblica. Si richiamano, in particolare, due sentenze della Corte Costituzionale: • Sentenza n. 300/2011 (giudizio di legittimità costituzionale della Legge della Provincia Autonoma di Bolzano n. 13/2010), nel quale la Corte Costituzionale ritiene non fondata la questione di legittimità costituzionale e nella motivazione afferma che la Legge Provinciale non tocca la materia di “ordine pubblico e sicurezza”, di competenza della legislazione statale, ma riguarda la tutela di consumatori psicologicamente più deboli dalle conseguenze sociali dell’offerta dei giochi, nonché l’impatto sul territorio dell’afflusso a detti giochi degli utenti; • Sentenza n. 220/2014 (giudizio di legittimità costituzionale promosso dal T.A.R. Piemonte), nel quale la Corte Costituzionale ritiene inammissibile per difetto di motivazione la questione di legittimità costituzionale e nella motivazione richiama la generale previsione dell’art. 50, comma 7 del D. Lgs. 267/2000 in forza del quale il Sindaco può disciplinare gli orari delle sale giochi e degli esercizi nei quali siano installate apparecchiature per il gioco e che può fare ciò per esigenza di tutela della salute, della quiete pubblica, ovvero della circolazione stradale; Infine, sempre sull’argomento, il Consiglio di Stato si è espresso come segue: • in merito al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato da una Società contro l’Ordinanza del Sindaco di Bologna relativa alla regolamentazione degli orari della sale da gioco e degli esercizi con attività di intrattenimento autorizzate, ha espresso il Parere n. 1147 del 2017, nel quale ribadisce la legittimità delle misure assunte dal Comune di Bologna, perché volte a disincentivare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico anche se con conseguente limitazione della libertà di iniziativa economica; • nella sentenza n. 2519/2016 viene respinto il ricorso presentato da Invest Gaming S.r.l. contro il Comune di Mantova per la riforma della sentenza del T.A.R. Lombardia (sezione staccata di Brescia), che ha respinto la domanda di annullamento dell’Ordinanza Sindacale del 10.03.2015 concernente la disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi autorizzate. il Consiglio di Stato ha, tra l’altro, ribadito la legittimità dei provvedimenti del Sindaco finalizzati alla salute dei suoi cittadini e in particolare dei minori, maggiormente soggetti al rischio di dipendenza da gioco d’azzardo; • nella sentenza n. 3783/2017 ha propriamente individuato nell’art. 10 del TULPS la norma di rango legislativo legittimante la misura della sospensione dell’attività in caso di violazione della disciplina comunale in materia di orari di funzionamento degli apparecchi per il gioco lecito d’azzardo; Atteso che è di interesse del Comune di Treviso adottare misure per contenere il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, anche riducendo la possibilità di richiedere le deroghe all’orario di apertura, garantendo in tal modo pari trattamento a tutte le attività interessate; Visto il comma 569 della legge di Bilancio 2019 ( L. n. 145 del 30 dicembre 2018) che prevede che al fine di rendere effettive le norme degli enti locali che disciplinano l’orario di funzionamento degli apparecchi, a partire dal 1°luglio 2019 Comuni ed Enti locali potranno rivolgersi all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per verificare l’effettiva applicazione delle ordinanze emanate sulle limitazioni degli orari da gioco relative agli apparecchi da intrattenimento; Ritenuto opportuno abrogare il punto 3 del dispositivo ordinanza sindacale prot. n. 11473/04 del 1° febbraio 2016 ad oggetto “disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati ex articoli 86 e 88 del TULPS RD n. 773/1931 e negli esercizi commerciali ove è consentita la loro installazione”, per mantenere gli orari uniformi per tutte le attività interessate, anche al fine di agevolare il monitoraggio che sarà avviato dal 1° luglio 2019, in base alla legge di bilancio 2019; Visto l’articolo 50 comma 7 del D. Lgs. n 267/2000 ; Vista la Deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 29.04.2015 con cui il Comune di Treviso ha aderito al “Manifesto dei Sindaci a contrasto del gioco d’azzardo” elaborato da Sindaci e Assessori all’interno delle iniziative della Scuola delle Buone Pratiche, promossa da Terre di Mezzo e Legautonomie Lombardia. Con tale adesione l’Amministrazione Comunale si è impegnata a realizzare gli obiettivi che il manifesto si propone, tra i quali la richiesta di potere di ordinanza dei Sindaci per definire l’orario di apertura delle sale da gioco e stabilire le distanze dai luoghi sensibili, nonché che sia richiesto ai Comuni e alle Autonomie Locali il parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo; Vista la Legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche; Visto il comma 569 della Legge di Bilancio 2019, L. n. 145 del 30 dicembre 2018 che prevede a partire dal 1°luglio 2019 Comuni ed Enti locali potranno rivolgersi all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per verificare l’effettiva applicazione delle ordinanze emanate sulle limitazioni degli orari da gioco relative agli apparecchi da intrattenimento “al fine di rendere effettive le norme degli enti locali che disciplinano l’orario di funzionamento degli apparecchi”, Vista la vigente ordinanza sindacale prot. n. 1473/04 del 1° febbraio 2016 ad oggetto “disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizio autorizzati ex articoli 86 e 88 del TULPS RD n. 773/1931 e negli esercizi commerciali ove è consentita la loro installazione”; per le motivazioni sopra espresse,

ORDINA

1) di abrogare il 3 punto del dispositivo dell’ordinanza sindacale prot. n. 1473/04 del 1° febbraio 2016 ad oggetto “disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale giochi e degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati ex articoli 86 e 88 del TULPS RD n. 773/1931 e negli esercizi commerciali ove è consentita la loro installazione” di seguito riportato: “eventuali deroghe agli orari di gioco stabiliti, potranno essere richiesti al Comune previa presentazione di apposita istanza contenente un progetto per il contrasto delle dipendenze da gioco patologico”

2) che, nell’ambito dell’ordinanza di cui sopra, le prescrizioni dettate in punto di sanzioni accessorie secondo cui “in caso di particolare gravità o recidiva si applicherà, per un periodo da uno a sette giorni, la sanzione accessoria della sospensione dell’attività delle sale giochi autorizzate ex articolo 86 TULPS, ovvero la sospensione del funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’articolo 110, comma 6 TULPS, collocati in altre tipologie di esercizi (commerciali, locali o punto di offerta del gioco) ex articoli 86 e 88 del TULPS RD n. 773/31; la recidiva si verifica qualora la violazione delle disposizioni sia stata commessa per due volte in un anno, anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione ai sensi dell’articolo 16 della Legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modifiche”, siano modificate e interamente sostituite dalla disposizione seguente: “Ai sensi dell’art. 10 del TULPS, si applica altresì la sospensione del funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art. 110 c. 6 del TULPS per un periodo da uno a dieci giorni”.

AVVERTE CHE il provvedimento verrà comunicato via PEC alla Prefettura, alla Questura di Treviso, al Comando provinciale dei Carabinieri di Treviso, al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Treviso, alle Associazioni di categoria, agli operatori interessati e reso pubblico mediante affissione all’Albo pretorio comunale on line. Il presente provvedimento entra in vigore dalla data di pubblicazione all’Albo Pretorio.

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