“Da cinque anni siamo impegnati nella lotta alla prostituzione, all’abuso di alcol, al disturbo della quiete e del panorama ambientale, alla droga, alla ludopatia. In particolare per la lotta alla ludopatia puntiamo ad un regolamento senza slogan, come da sempre fanno centrosinistra e centrodestra, che stiamo elaborando a 360° e che passi dalla regolamentazione delle sale gioco alla informazione e formazione dei giovanissimi nelle scuole”. Lo ha detto Andrea Maschio, consigliere comunale di Onda Civica a Trento.

“E’ noto l’ultimo emendamento Leonardi (Fi) che cerca di favorire il gioco d’azzardo, che dimostra per l’ennesima volta come siano interessati solo a determinati interessi di sistema. Troppe persone parlano ma senza agire, come il Pd, ne fanno solo un vanto elettorale. Lo stesso M5S che è al governo nazionale mi sembra non abbia fatto nulla, perchè gli interessi sono di sistema, dello Stato, quindi figuriamoci se si tira indietro sul discorso gioco d’azzardo. In questi 5 anni abbiamo chiesto di aumentare i punti sensibili, di aumentare le distanze, di farle rispettare, allontanare le sale da gioco dalle scuole, dalle chiese, da tutto quello che è luogo sensibile. Abbiamo presentato una mozione che è la stessa che sta portando avanti Degasperi in provincia con cui si cerca di regolamentare gli orari. Abbiamo accettato di portarla in Commissione, ma il Pd ci ha detto che non è applicabile perchè ci si espone ai ricorsi e servono i dati del Comune, che loro dovrebbero avere. A Bergamo questa cosa l’hanno fatta e i ricorsi li hanno vinti. Hanno dimostrato che nel momento in cui hanno stabilito la regola il gioco un po’ è calato, detto fatto, qui invece si parla e basta. Parlare di non far riaprire le sale gioco legali, come ha fatto la Bozzarelli (Pd) durante il Covid, vuol dire che alcune famiglie non hanno il diritto di sopravvivere, non possono più lavorare, mentre prima glielo hai permesso. La questione non si può trattare in questo modo. Un esperto del settore mi ha spiegato alcune cose, sto studiando, evidentemente il problema non si può risolvere solo vietando, bisogna lavorare a livello sociale, creando un sistema informativo, educativo, formativo. Questo deve essere il compito principale, inserendo poi degli altri piccoli accorgimenti come la limitazione degli orari in certi momenti e altri elementi. Il problema non è la sala da gioco, anche perchè c’è l’online”.