Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – Il Consiglio regionale della Toscana prende nuovamente posizione in merito al gioco d’azzardo e ai disturbi da esso provocato. Una mozione, approvata all’unanimità, interviene infatti “in merito alle iniziative legislative parlamentari concernenti il divieto della propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro e ulteriori misure per contrastarne la diffusione”.

L’atto, che è stato presentato da numerosi consiglieri del Pd, vede come prima firmataria la consigliera Alessandra Nardini. “Il gioco d’azzardo è come il tabacco”. Quindi, “no alla pubblicità, sì a indicarne i rischi e le reali probabilità di vincita. La Toscana promuova questa battaglia, sollecitando il Parlamento ad affrontare il tema. Raccogliamo e sosteniamo fortemente l’appello lanciato dai Giovani Democratici della Toscana: i nostri parlamentari facciano da apripista per una svolta di buon senso e progresso”. Con la mozione, come ha spiegato Nardini illustrandola in aula, si impegna il presidente della Giunta regionale ad attivarsi presso il Parlamento per arrivare velocemente all’approvazione delle iniziative di legge contro la diffusione del gioco d’azzardo, ad attivarsi “ai fini di un più efficace contrasto al fenomeno del gioco patologico”, anche “introducendo l’utilizzo della carta sanitaria per poter usare le slot machine, in modo da impedirne l’accesso ai minori e alle persone a cui sia stata diagnosticata una ludopatia”; ad attivarsi, infine, per predisporre interventi di sensibilizzazione “con particolare riferimento alla promozione di campagne di educazione e informazione volte a contrastare il fenomeno della ludopatia anche dal punto di vista culturale”. Come ha ricordato la consigliera, si raccomanda anche, riguardo all’aspetto della propaganda pubblicitaria, di impedire la sponsorizzazione del gioco d’azzardo in ambito sportivo, sia sulle maglie dei giocatori che sui cartelloni nei campi da gioco.

Il documento impegna quindi la Giunta del presidente Enrico Rossi ad attivarsi per l’approvazione delle due proposte di legge depositate in Parlamento sul tema, con lo scopo di contrastare la diffusione e la pratica del gioco d’azzardo. Ma anche ad andare in conferenza Stato-Regioni per chiedere politiche più efficaci di contrasto alle slot. Questo, ad esempio, diffondendo le informazioni sulle reali possibilità di vincita e di perdita del denaro giocato. Inoltre, in sede di conferenza, la Giunta dovrà praticamente sollecitare l’introduzione dell’obbligo dell’inserimento della tessera sanitaria per accendere le macchinette da gioco. Un ulteriore intervento, come detto, viene chiesto all’Osservatorio regionale sul fenomeno della dipendenza, per studiare nuove campagne informative e di educazione.

“La Toscana, nel 2013, è stata tra le prime Regioni ad approvare una legge per il contrasto al gioco d’azzardo, mettendo limiti alla diffusione e creando strumenti di monitoraggio– chiarisce Nardini- Sappiamo che quanto prevede il decreto Balduzzi in materia di pubblicità al gioco d’azzardo non basta più, perché non sono solo i minori di 18 anni ad essere a rischio”.

Claudio Borghi (Lega nord) ha annunciato voto favorevole, sottolineando però che “se volesse, il Governo potrebbe risolvere alla radice il problema. Invece non lo fa, perché per le casse dello Stato l’introito derivante dal gioco d’azzardo è in continuo aumento”. Andrea Quartini (M5S) ha ricordato che “solo in Toscana nel gioco d’azzardo vengono spesi oltre 4 miliardi” e che “è un insulto al buon senso che la pubblicità al gioco d’azzardo sia fatta dagli sportivi e sia presente sulla maglia dei calciatori”. Anche Paolo Sarti (Sì – Toscana a Sinistra) ha annunciato voto favorevole ponendo l’accento “sull’ipocrisia generale, per cui si dice di non far pubblicità quando poi è lo Stato a incassare” e sul fatto che “il nodo del problema sia davvero una questione culturale, parte dall’idea di poter fare il botto senza impegno”. Serena Spinelli (Pd) si è augurata una maggiore attenzione su un problema così grande. “È chiaro – sostiene – che le azioni a contrasto del gioco d’azzardo patologico che vedono impegnata la Regione, insieme a tante associazioni e amministratori locali, rischiano di essere depotenziate da pubblicità accattivanti e che spesso usano testimonial famosi e modelli vincenti. In Toscana abbiamo investito molto su questo tema – ha detto – ma è necessario intervenire in maniera più organica e su tutto il territorio”.

Fra le azioni già decise dalla Giunta toscana che ha stanziato 6,3 milioni di euro per il prossimo biennio, le consigliere Pd rammentano fra le altre il sito web, il numero verde e il logo regionale ‘no slot’ da attribuire agli esercizi commerciali virtuosi.

Commenta su Facebook