“È dal primo Dpcm di marzo che tutto il settore del gioco legalizzato, delle scommesse, del bingo, tutto quello che ha attinenza al gioco secondo le regole stabilite dallo Stato, è chiuso in Italia, senza che vi siano stati da parte del Governo aiuti, e soprattutto indicazioni in merito a date e criteri di riapertura.

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Si tratta di un settore composto da imprenditori, famiglie, dipendenti; non sono delinquenti, ma persone che vivono del proprio lavoro, e che, proprio per la peculiarità dell’ambito nel quale operano, sono soggette a regole molto stringenti e precise. Persone quindi che da quasi 3 mesi vedono aumentare le spese da pagare mentre non percepiscono introiti, salvo i famosi ‘600 euro’ che dovrebbero compensare le perdite subite (e che sono stati percepiti finora da pochissimi cittadini); una situazione quindi, insostenibile”.

Così in una nota Marco Stella (nella foto), vice presidente del consiglio regionale della Toscana, e Giampaolo Giannelli, vice coordinatore provinciale di Forza Italia Firenze, in una nota congiunta.

“Nei giorni scorsi sono state numerose le manifestazioni, in varie città italiane, da parte degli operatori del settore. Le loro richieste? Sacrosante, legittime: poter riaprire, sulla base di indicazioni e linee guida al momento totalmente mancanti da parte del Governo, e date certe.
Per tutti i locali di gioco, come le sale bingo, centri scommesse e quant’altro dovrebbero valere le stesse regole che vigono per altri settori, poiché ci sono tutte le condizioni per riaprire in sicurezza. Ovviamente dovranno essere modificati vari fattori come la fiscalità e tutti i bandi di gara per le concessioni. Questo permetterebbe di salvare un settore da cui derivano 10 miliardi di euro all’anno per l’erario e ciò significa anche salvare il Bilancio dello Stato; un settore, che anche in Toscana, indotto incluso, da lavoro ad oltre 1.500 persone. Ci sono altre due cose, molto importanti da sottolineare, in merito a questo settore: la prima è che più sono presenti, nelle regioni, sale legali ed organizzate, minori sono le strutture illegali e clandestine presenti; strutture illegali e criminali che, purtroppo, stanno nuovamente prendendo campo ora che le sale legali sono chiuse. Il perdurare della chiusura, con la contestuale difficoltà di accesso al credito, favorisce anche la possibilità che le attività vengano acquisite dalla malavita organizzata; un rischio che non ci possiamo permettere.
La seconda precisazione riguarda la struttura delle sale gioco; già con la legge Sirchia, gli ambienti sono stati organizzati per garantire il massimo ricambio d’aria e la salubrità tanto dei dipendenti che dei clienti. Il settore delle scommesse sportive quindi chiede a gran voce di poter riaprire il prima possibile, visto che la Confederazione gestori sale scommesse (Cgss) ha stilato un protocollo di sicurezza per cercare di accelerare la riapertura delle sale scommesse, potendo da subito, in varie forme, garantire al massimo la sicurezza tanto dei dipendenti quanto dei clienti. Occorre la riapertura immediata di questo settore; chiediamo quindi anche un input in tal senso da parte della Regione”.