Isabella Rusciano
Avv. Isabella Rusciano

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dall’Avv. Isabella Rusciano (nella foto), del Centro Studi AS.TRO-Assotrattenimento2007, al Direttore Responsabile della redazione del Giornale di Treviglio, in riferimento all’articolo apparso sull’edizione del 8 ottobre, dal titolo “Il Tar affossa l’ordinanza contro la ludopatia in paese”.

“Bologna, 08 ottobre 2021

Egregio Direttore,

in merito all’articolo apparso sull’edizione odierna del vostro quotidiano, dal titolo ‘Il TAR affossa l’ordinanza contro la ludopatia in paese’, sentiamo il dovere di esprimere le nostre considerazioni dal momento che il ricorso è stato proposto da una società iscritta alla nostra associazione, la quale è stata difesa in giudizio dall’avvocato Massimo Piozzi, appartenente al nostro Centro Studi.

Senza voler mettere in discussione il diritto del Sindaco di Fara Gera d’Adda di criticare la sentenza, ed eventualmente impugnarla dinanzi al Consiglio di Stato, intendiamo invece sollevare un problema di natura squisitamente politica.

C’è un elemento indiscutibile che emerge dai dati risultanti dalla stessa motivazione dell’ordinanza impugnata e di cui il TAR ha preso semplicemente atto: 6 persone in cura per la ludopatia, su una popolazione maggiorenne di 6.673 abitanti (una percentuale dello 0,09%), non possono rappresentare un’emergenza sanitaria idonea a frustrare le legittime aspettative economiche di imprese debitamente autorizzate che già sottostanno a rigide limitazioni e controlli posti a monte dei relativi provvedimenti autorizzatori. E che tale dato non può essere superato, per legittimare la messa a rischio della tenuta economica di tali imprese, dai numeri risultanti da mere indagini statistiche, svolte a livello nazionale, riguardanti l’ipotetica diffusione della dipendenza patologica da gioco.

Un aspetto sottolineato dal TAR Lombardia che, a nostro avviso, impone una riflessione politica, è contenuto nel passaggio della sentenza in cui il giudice amministrativo sottolinea che, se di emergenza si fosse trattato, lo strumento da utilizzare sarebbe stato quello straordinario dell’ordinanza contingibile e urgente, mentre lo strumento ordinario previsto dall’art. 50 comma 7 del TUEL ‘rimane certamente utilizzabile ma deve farsi carico della necessità di rispettare l’equilibrio tra esigenze pubbliche (prevenzione della ludopatia) ed esigenze private (iniziativa economica, libero accesso al gioco)’.

Diamo per scontato che, su questo aspetto (che a noi appare lapalissiano), i Comuni interessati siano invece pronti a sollevare delle obiezioni di carattere tecnico-giuridico.

Ma come abbiamo sopra accennato, lo scopo di questa lettera non è quello di trasferire in questa sede le dinamiche tutte interne ad un contenzioso giudiziario tuttora pendente.

Intendiamo invece valorizzare in chiave politica il suddetto principio affermato dal TAR Lombardia: lo strumento giuridico previsto dall’art. 50, comma 7 del TULPS, che prevede la possibilità per i Sindaci di disciplinare gli orari degli esercizi commerciali – ivi comprese quelle che svolgono l’offerta di gioco – ‘al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti’ – rappresenta, a differenza dei provvedimenti emergenziali, lo strumento politico primario per consentire ai Sindaci di esercitare, in veste di rappresentanti dell’intera comunità territoriale, la propria funzione di armonizzazione degli interessi commerciali delle imprese presenti sul territorio con le esigenze complessive della cittadinanza.

I concetti di ‘armonizzazione’ e di ‘esigenze complessive’ evocano infatti, di per sé soli, l’essenza stessa della politica come attività finalizzata, attraverso il dialogo, alla gestione delle complessità e alla ricerca di soluzioni bilanciate tese a contemperare interessi apparentemente contrapposti.

Ed è sul solco di quest’ultima riflessione che ci rivolgiamo ai Sindaci dell’Ambito Territoriale di Treviglio, invitandoli ad esercitare il potere messogli a disposizione dall’art. 50, comma 7 del TUEL, sulla base di un confronto con le imprese del gioco presenti nei rispettivi territori che questa volta tenga seriamente in considerazione anche le loro esigenze.

La premessa di questo invito è che, da parte nostra, non è mai esistita la pretesa di negare la possibilità di una regolamentazione oraria delle attività di offerta di gioco purché la relativa disciplina si riveli sostenibile dal punto di vista della tenuta economica ed occupazionale delle imprese che esercitano tali attività.

La nostra associazione si mette quindi a disposizione per l’apertura di un tavolo di confronto con i Sindaci dell’ambito territoriale di Treviglio, auspicando che gli stessi siano consapevoli che anche i titolari e i dipendenti delle attività che offrono gioco sono membri della comunità cittadina che loro rappresentano”.