Accelerare sui pagamenti digitali. È questo il “mood” della terza giornata di incontri per gli Stati generali dell’economia. Al tavolo di lavoro voluto dal premier, Giuseppe Conte, a Villa Pamphilj sfilano i rappresentanti dell’impresa, del commercio e del settore terziario, con i quali c’è “un clima di collaborazione, di interesse, di forte ascolto e anche di fiducia”, come spiega il ministro dei rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. L’approccio del presidente del Consiglio è soft.

Aprendo la giornata di incontri spiega, infatti, che il governo sta pensando a una “transizione dolce e gentile” verso una nuova era del digital payment, proprio per “incentivare” e “non penalizzare nessuno”. L’Italia deve farsi trovare pronta all’appuntamento con le risorse Ue, di questo è consapevole l’intero esecutivo. “Stiamo programmando uno specifico Recovery Plan italiano che presenteremo a settembre”, spiega ancora Conte ai rappresentanti di diverse associazioni, da Confcommercio a Confesercenti, Confartigianato, Abi e Ania.

Oggi, invece, toccherà a Confindustria portare il piano ‘Italia 2030. Proposte per lo sviluppo’. Ma il neo presidente, Carlo Bonomi, già lascia intendere quale sarà il tenore del confronto: “E’ mancata finora una qualunque visione sulla Fase 3, da far seguire a chiusure e riaperture. La fase cioè in cui definire sostegni immediati alla ripresa di investimenti per il futuro, riprendendo e potenziando in toto l’impianto di Industria 4.0 e affiancandovi un grande piano Fintech 4.0”.

Restano – spiega Confcommercio – anche le critiche delle opposizioni, sempre più convinte che gli Stati generali siano solo “una passerella mediatica”, per dirla con le parole del leader di FI, Silvio Berlusconi. Mentre Matteo Salvini chiede fatti: “Gli imprenditori vogliono meno burocrazia (via il Codice degli appalti) e meno tasse (folle pagare l’Imu oggi)”.