La data del 28 aprile, giorno delle elezioni generali in Spagna, è passata. Quello che ne è rimasto è la vittoria dei socialisti, una vittoria che rappresenta un successo per il PSOE di Pedro Sanchez ma che non gli permette di governare in autonomia. Perchè va ricordato anche l’ingresso in Parlamento di 22 deputati dell’estrema destra post-franchista, con il partito Vox. Un ingresso che da una parte preoccupa, dall’altra ha frammentato il voto a destra penalizzando questo blocco politico nella ripartizione dei deputati.

Una situazione complessa che non manca di preoccupare l’industria del gioco, anche in vista delle elezioni che vedranno il rinnovo delle amministrazioni delle Regioni autonome. Tra un mese circa infatti la Spagna è richiamata al voto. E’ possibili fare previsioni partendo dal voto delle ultime elezioni? La risposta è nì, visto che la campagna elettorale eè ripartita e potrebbero esserci reazioni di natura riparativa. O forse ci sarà una conferma del voto delle politiche. Ci sono comunità in cui, per quarant’anni, l’egemonia del centro-destra non è mai stata messa in discussione, fino al 28 aprile. Tutto fa pensare che non ci saranno grandi sorpese, ma la prudenza non è mai troppa.

In ogni caso visto che diversi partiti politici hanno già anticipato l’intenzione di intervenire con regolamentazioni più stringenti sul gioco, nel settore c’è un certo fermento. La regolamentazione dell’attività di gioco infatti dipende dai governi autonomi. E ci sono comunità in cui la gestione del gioco legale è stata articolata attraverso il confronto continuo con gli operatori legali. Qualsiasi cambiamento potrebbe portare ad effetti tutt’altro che positivi, visti gli eventi che si sono verificati negli ultimi mesi. C’è, quindi, uno stato di allerta e incertezza del business del gioco per quello che potrebbe arrivare.