L’associazione spagnola che rappresenta gli operatori del gioco provato, CeJuego, si dice soddisfatta della decisione della Corte Superiore di Giustizia della Comunità Valenciana (TSJCV) di sospendere provvisoriamente la chiusura di sale bingo, casinò e altri esercizi dedicati al gioco d’azzardo e alle attività ricreative.

Questa risoluzione conferma le ripetute richieste che il settore ha rivolto alla Generalitat Valenciana chiedendo la riapertura delle proprie attività, chiuse da metà gennaio, anche se la Comunità è al livello di allerta 1 (il più basso). CeJuego stima che la decisione di prorogare la chiusura abbia causato perdite vicine a 129 milioni di euro, oltre a mettere in pericolo il futuro dei 7.000 posti di lavoro diretti, che ammonterebbero a 30.000 indiretti, 779 aziende.

Siamo molto soddisfatti della decisione del TSJCV, che ricalca, quasi integralmente, le nostre continue richieste alla Generalitat Valenciana di riaprire le sale da gioco. La corte conferma che la risoluzione amministrativa del governo Ximo Puig non aveva alcuna giustificazione oggettiva o sanitaria per confermare l’estensione delle chiusure, mentre altre attività e imprese sono state aperte da mesi in totale normalità, afferma Alejandro Landaluce. “È stata una decisione del tutto arbitraria che è andata addirittura contro il rapporto del Consiglio Interterritoriale del Sistema Sanitario Nazionale. La Comunità Autonoma di Valencia, con l’indice di allerta sanitaria più basso, è stata l’unica Comunità che ha tenuto chiusi gli stabilimenti da gioco”.