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(Jamma) Sistema Gioco Italia di Confindustria, attraverso le parole del Presidente Stefano Zapponini, esprime forte preoccupazione, a seguito delle recenti notizie pubblicate su alcuni organi di stampa, che prospettano un aumento della pressione fiscale sul settore per rispondere alle stringenti richieste dell’Unione Europea: Non è possibile ricorrere sempre al settore per recuperare gettito e tamponare ogni urgenza. Il settore del Gioco lecito è già stato duramente colpito dai diversi correttivi che si sono succeduti negli ultimi anni: oggi, il Gioco è il settore più tassato in assoluto, un unicum a livello mondiale – con picchi del 52% della spesa alla quale va poi aggiunta la tassazione diretta dei ricavi di filiera – e un nuovo provvedimento metterebbe a rischio l’intero circuito legale.

Il punto limite – continua Zapponini – è già stato toccato ed ogni ipotesi di innalzamento della pressione fiscale sul settore giochi è improponibile. A rischio: aziende, operatori, posti di lavoro, e soprattutto l’importante presidio sulla legalità, a favore dell’offerta illegale che è pronta a riguadagnare terreno. Ne è un esempio il proliferare di siti dotcom, illegali.
Con l’ipotesi di un inasprimento della tassazione –
conclude il Presidente Zapponini – ripercorreremo la strada del passato, che non ha prodotto grandi risultati né per l’Erario né per il sistema industriale che, anzi, è stato gravemente indebolito con le leggi di Stabilità degli ultimi tre anni. Sistema Gioco Italia é pronta, da subito, a presentare al Governo una proposta concreta in merito alla tassazione delle vincite, con l’obiettivo di continuare il dialogo costruttivo con le Istituzioni. Al contempo, ciò che auspichiamo – e che, come Sistema Gioco Italia, chiediamo con forza da tempo – è che ci sia un celere intervento da parte della Conferenza Unificata – secondo quanto indicato dalla Legge di Stabilità – che determini l’intero riordino del settore, con una riduzione e razionalizzazione dell’offerta, a reale beneficio e tutela di tutti: Giocatori in primis, Istituzioni, Enti locali, operatori della filiera e forza lavoro”.

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