Slot e sale giochi a più di 500 metri dai luoghi sensibili. Anche il Lazio sta pensando all’espulsione delle slot dai centri abitati .

Slot e sale giochi ad una distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili e adeguamento delle attività già aperte e degli apparecchi già installati entro 18 mesi dall’approvazione della nuova legge. E’ quanto prevede la proposta di legge su cui la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Lazio ha dato parere favorevole.

“E’ un testo molto importante che introduce nell’ordinamento numerose novità a favore delle attività produttive e dello sviluppo del Lazio”, ha sottolineato il presidente della Commissione Fabio Refrigeri (Pd) a conclusione dei lavori. “La proposta di legge che sarà inviata all’Aula – ha proseguito Refrigeri – è il frutto di un proficuo lavoro all’interno della commissione, svoltosi con ampio dibattito nel rispetto delle diverse posizioni. Si tratta di un passo in avanti, per rendere il Lazio sempre più competitivo”.

Novità non propriamente positive per le attività di gioco legale che prevedono l’installazione di apparecchi da intrattenimento a vincita (AWP eVlt) o semplicemente per gli gestisce questa tipologia di macchine da gioco.

All’articolo 22 dell’articolato, così come arriverà in Aula, sono infatti previste modifiche alla legge regionale del Lazio del 5 agosto 2013, n. 5 “Disposizioni per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico”.

Le modifiche previste

Si parla di ‘raggio‘ e non più di distanza.

Alla legge regionale 5 agosto 2013, n. 5 (Disposizioni per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP)) è prevista la sostituzione della parola distanza con raggio.

Quindi il testo del provvedimento potrebbe essere il seguente:

Fermo restando il rispetto della normativa statale in materia, al fine di tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e prevenire fenomeni di GAP, è vietata l’apertura di nuove sale gioco che siano ubicate ad un raggio inferiore a cinquecento metri da aree sensibili, quali istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, centri anziani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale o luoghi di culto.

Di seguito:

I comuni possono individuare ulteriori limitazioni altri luoghi sensibili oltre a quelli previsti , tenendo conto dell’impatto sul territorio, della distribuzione orari , della sicurezza urbana, dei problemi connessi con la viabilità, dell’inquinamento acustico e del disturbo della quiete pubblica.

1-ter. In caso di contrasto tra le disposizioni di cui al comma 1 e le disposizioni comunali, si applicano le norme più restrittive.”;

E’ previsto anche che si aggiunga al testo della legge del 2013 il seguente :

“2-bis. Ai fini di cui ai commi 1 e 2 i comuni trasmettono all’Osservatorio, entro un anno dall’approvazione della presente disposizione, una mappatura, da aggiornare annualmente, delle sale da gioco autorizzate sul proprio territorio, tenendo conto delle limitazioni di cui all’articolo 4.

Le disposizioni in materia di distanze minime con effetto retroattivo

L’aspetto più rilevante delle norme che verranno discussione in Aula, dopo l’avvenuto passaggio in Commissione Bilancio, riguardano le autorizzazioni già rilasciate .

La proposta di legge prevede infatti l’inserimento di un articolo aggiuntivo contenente norme di carattere transitorio.

Le limitazioni relative alle distanze minime di 500 metri dai luoghi sensibili “si applicano anche agli esercizi pubblici e commerciali nonché alle sale da gioco già esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

2. Gli esercenti che, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, gestiscono apparecchi per il gioco d’azzardo collocati all‘interno di esercizi pubblici commerciali o di sale da gioco si adeguano a quanto previsto all’articolo 4 anche attraverso la rimozione degli apparecchi stessi, in coerenza con le Linee Guida della Conferenza Unificata del 7 settembre 2017, entro i diciotto mesi successivi a tale data.

3. I titolari delle sale da gioco esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione si adeguano a quanto previsto dall’articolo 4 entro i tre anni successivi a tale data ovvero entro i cinque anni successivi alla medesima data nel caso di autorizzazioni decorrenti dal 1° gennaio 2014.

4. I comuni possono prorogare fino a cinque anni il termine di cui al comma 2 per la rimozione degli apparecchi per il gioco d’azzardo qualora gli stessi siano collocati all’interno dell’unico esercizio di vendita al dettaglio di prodotti alimentari o dell’unico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande esistente nel territorio comunale.

Va precisato che il testo in questione non è ancora stato convertito in legge regionale e che è previsto ora il passaggio in Aula, dove potrebbe essere modificato attraverso emendamenti. (nella foto la Commissione Bilancio)

 

Il testo integrale della pdl  a questo link