Caso davvero raro per le cronache parlamentari. Due diversi schiaramenti, uno all’opposizione, FI, e uno al governo, PD, hanno presentato due diverse proposte emendative al dl Rilancio con le quali chiedono di riconoscere un credito d’imposta alle imprese che sostengono costi per l’adeguamento degli apparecchi di gioco alle nuove normative.

“È riconosciuto un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta per l’adeguamento degli apparecchi da gioco di cui all’art. 110 comma 6 lett. a) alle previsioni di cui all’art. 1 comma 732 della Legge 160/2019. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede entro il limite massimo di 10 milioni di euro per l’anno 2020 a valere sulle disponibilità del fondo di cui all’articolo 265, comma 5”, si legge nella proposta di Forza Italia.

“Ai soggetti che nel corso del periodo di imposta 2020 hanno provveduto all’adeguamento degli apparecchi da gioco di cui all’articolo 110 comma 6, lett. a) del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, secondo le previsioni di cui all’articolo 1 comma 732 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 è riconosciuto un contributo pari al sessanta per cento delle spese sostenute. 2. Il contributo è concesso sotto forma di credito d’imposta di pari importo, che non concorre alla formazione della base imponibile, da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 3. Il credito d’imposta è fruibile dal mese successivo all’autorizzazione all’utilizzo del medesimo. Al relativo onere, nel limite di spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265. 4. Le modalità applicative di cui ai commi precedenti sono definite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, da adottare entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge di conversione”.

Questa la formulazione della proposta a firma PD.

“Ai soggetti che hanno provveduto all’adeguamento degli apparecchi da gioco di cui all’articolo 110 comma 6, lett. a) del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, secondo le previsioni di cui all’articolo 1 comma 732 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 è riconosciuto un contributo pari al cinquanta per cento delle spese effettivamente sostenute fino a un massimo di euro. 2. Il contributo è concesso sotto forma di credito d’imposta di pari importo, che non concorre alla formazione della base imponibile, da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 3. L’utilizzo del presente credito di imposta è consentito a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’imposta sul valore aggiunto successiva al mese in cui le predette spese sono effettivamente sostenute. 4. Le modalità applicative di cui ai commi precedenti sono definite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, da adottare entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge di conversione.

Motivazione

L’attuale emergenza ha determinato la mancanza di liquidità per imprese del gioco legale che garantiscono un gettito erariale pari a circa 6 miliardi di euro (Dati libro Blu Adm 2018) ed occupano circa 150.000 dipendenti. Al fine di mantenere tali livelli di flusso fiscale ed occupazionali è necessario seppur parzialmente reintegrare la liquidità venuta a mancare per effetto delle misure di contenimento del Covid-19. Tenuto anche conto del fatto che gli apparecchi non sono stati utilizzati pur essendo stato sostenuto il costo dall’operatore”.