Stavolta è un sindaco ad opporsi alla legge regionale che fissa orari a slot e sale giochi.

Sale gioco, Comune di Schio sul piede di guerra contro la nuova legge regionale. L’altra sera in consiglio comunale il sindaco Valter Orsi ha attaccato duramente la nuova norma, puntando il dito contro le nuove direttive sul fronte degli orari e delle distanze dai luoghi sensibili. Una posizione condivisa anche dagli altri primi cittadini del distretto Alto Vicentino della conferenza dei sindaci dell’Ulss 7, che nei giorni scorsi hanno preso posizione contro le nuove regole. «È una cosa assurda, ci stiamo muovendo come sindaci», ha sottolineato Orsi, il quale intende ricorrere al Tar. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la nuova legge va a fissare in sei ore l’orario di chiusura per le sale gioco, quando in precedenza, in città, vigeva la regola che stabiliva un orario di apertura massimo pari ad otto ore. «Ciò significa che con questa legge si passa da otto a diciotto ore di apertura», ha sottolineato Orsi. Il primo cittadino non si dice d’accordo neanche con le nuove regole in materia di distanza da luoghi sensibili quali scuole, chiese, strutture sanitarie, sportelli bancomat, spiegando che la nuova legge 38 fissa in 400 metri la distanza minima, ma non in linea d’aria, come in precedenza, bensì seguendo il percorso pedonale più breve. «Questa legge va a togliere ai sindaci qualsiasi tipo di potere di attivarsi nel proprio territorio – ha spiegato Orsi in consiglio -. Così la Regione abroga la legge del 2015 che dava ai primi cittadini la possibilità di difendersi. E qualcuno ha il coraggio di chiamarla “legge per combattere la ludopatia”». Un altro nodo è quello legato ai finanziamenti delle azioni che, sempre secondo la nuova legge, la Regione vuole mettere in campo per curare e prevenire la dipendenza dal gioco d’azzardo: le risorse, secondo il testo, arriveranno dal 20 per cento delle sanzioni comminate alle sale gioco per il mancato rispetto delle nuove regole. Secondo Orsi, però, con i nuovi orari le sale gioco individueranno la chiusura di sei ore nella fascia tra le 4 e le 10: difficile pensare che in questo modo la norma possa essere violata. Così, non arriveranno fondi e le misure antiludopatia saranno destinate a restare senza copertura finanziaria