Il comparto degli apparecchi da intrattenimento a vincita limitata non può sostenere la situazione che si è venuta a creare a seguito dell’emergenza diffusione Coronavirus.

L’entrata in vigore del Decreto dell’ 8 marzo 2020 che impone la chiusura in tutto il territorio nazionale di sale da gioco e sale scommesse ha reso improrogabile un intervento da parte del Mef che consenta la sospensione della maturazione della base imponibile forfetaria del prelievo erariale unico (Preu) su slot e videolotterie interessate dalla misura.

E’ quanto stanno mettendo nero su bianco in queste ore le associazioni di categoria.

“Un imponibile medio forfetario di 560 euro per slot su macchine ferme è insostenibile. Si tratta di un adempimento che non può sostenere la piccola e media impresa di gestione così come il grande concessionario. Sinceramente mi chiedo come sia possibile che ancora non si sia intervenuti in questo senso”, commenta Eugenio Bernardi, imprenditore e rappresentante associativo Sapar.

Già alla fine di febbraio le aziende del settore, a seguito dell’entrata in vigore delle misure che limitavano l’orario di apertura dei bar in molti comuni del Nord Italia, erano state rassicurate circa il fatto con un provvedimento sarebbe arrivato. In quei giorni infatti il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva firmato il decreto ministeriale per la “sospensione degli adempimenti e i pagamenti dei tributi e delle ritenute fiscali per cittadini e imprese” che insistono su questi comuni. Analogamente si chiedeva la sospensione della  maturazione forfetaria della base imponibile del PREU. Ma così non è stato e alle difficoltà comuni a moltissime aziende italiane si sommano le criticità di un comparto già fortemente penalizzato in questi anni.

Pensare invece che un intervento simile era stato attivato in occasione del terremoto.

“Mi sembra logico chiedere che si versi il prelievo erariale solo sulle somme giocate – spiega Bernardi – e in considerazione della situazione va valutata la possibilità di dilazionare il versamento del PREU di marzo e aprile”. Secondo indiscrezioni alla luce della situazione anche le concessionarie di rete si sarebbero attivate per aprire un canale di confronto con l’Amministrazione su queste proposte.

Gli operatori hanno già sottoposto all’Amministrazione la richiesta dello slittamento del versamento dell’ISI e Iva sugli apparecchi di puro intrattenimento prevista per il prossimo 16 marzo.