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(Jamma) – Avvalendosi della facoltà prevista dalla Legge Regionale 1/2014, la giunta comunale di Tolmezzo (UD) ha individuato l’elenco dei “luoghi sensibili” cui si applica il divieto di installazione di apparecchi per il gioco lecito e attività di scommesse entro la distanza di cinquecento metri dagli stessi.

Ai luoghi previsti per legge, la giunta ha aggiunto anche i parchi giochi per i bambini e la stazione delle autocorriere.

In seguito alla disposizione di legge, oltre al divieto di installazione, entro tre anni non saranno più ammessi dispositivi per il gioco entro i 500 metri di distanza e quindi quelli presenti dovranno essere dismessi.

A oggi nel territorio del comune di Tolmezzo sono installate 105 apparecchiature per il gioco.

Ricordiamo che per legge sono considerati luoghi sensibili: scuole, centri di formazione professionale, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali in ambito sanitario o socio sanitario; strutture ricettive per categorie protette; ludoteche, ricreatori, oratori, luoghi di aggregazione giovanile, biblioteche; luoghi di aggregazione per anziani; banche o sportelli bancari; compro oro; stazioni ferroviarie.

Nel capoluogo i luoghi sensibili introdotti dalla giunta sono l’autostazione delle autocorriere di Via Carnia Libera e i 5 parchi gioco di Via Janesi, Via Rodari, Via Gortani, Via Forni di Sotto e del Quartiere delle Valli. Nelle Frazioni il Parco Giochi di via Adua a Casanova, i parchi giochi di Betania. Ciò si aggiunge a tutti i luoghi già considerati sensibili per legge, ovvero ad esempio le scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado (compresa la Gianelli e il Don Bosco, Maciao) e il Centro studi; le sedi Enaip e Cefap in via dell’Industria; i luoghi di culto, ovvero il duomo e le chiese di Santa Caterina, Don Bosco, ma anche a Betania la sede dei Testimoni di Geova e nelle frazioni tutte le scuole, le chiese, gli impianti sportivi, ma anche i luoghi di aggregazione giovanile, le 8 sedi di banche a Tolmezzo, oltre alle Poste.

“L’azzardopatia è un fenomeno ormai incontestabile e riconosciuto, di fronte al quale non possiamo girarci dall’altra parte – spiega il sindaco Francesco Brollo – per questo e non per proibizionismo astratto abbiamo deciso di implementare la lista dei luoghi sensibili, a tutela dei soggetti più deboli e di coloro che fanno fatica a disintossicarsi da una vera e propria dipendenza”.

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