Secondo i giudici contabili va fatta chiarezza sulla copertura dei costi degli interventi e delle misure previste dalla legge regionale della Sicilia in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico.

La legge regionale della Sicilia in materia di contrasto al gioco d’azzardo pare proprio non avere pace. La norma, approvata nel 2021, solo poche settimane fa era stata impugnata dal Governo, di fronte alla Corte Costituzionale, per una presunta illegittimità della norma in materia di poteri dell’ente. La questione era stata poi risolta con una modifica del testo.

Oggi a puntare il dito sulla legge che introduce misure finalizzate alla prevenzione e al contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo, nonché al trattamento e al sostegno delle persone che ne sono affette e dei loro familiari, è la Corte dei Conti.

Le osservazioni vengono infatti mosse dal punto di vista finanziario rilevando come in diversi casi non vengono fornite sufficienti informazioni sulla copertura dei conti.

Il primo rilievo riguarda l’istituzione, presso il dipartimento per le attività sanitarie di un nuovo Organismo (Osservatorio Regionale sul disturbo da gioco d’azzardo), composto da esperti della materia di varia estrazione e competente allo svolgimento di compiti propositivi e di
monitoraggio del fenomeno.


La partecipazione alle riunioni dell’Osservatorio, come prevede la legge, è a titolo gratuito e non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione. Per i giudici, però, non risultano, nell’ambito della documentazione trasmessa, approfondimenti o allegazioni specifiche in ordine alla sostenibilità della misura.


La Legge attribuisce poi alla Regione una molteplicità di competenze che si estendono dall’attività programmatica alla promozione di progetti formativi e informativi fino all’istituzione di un numero verde regionale dedicato per le segnalazioni e le richieste di aiuto. Le asl dovranno quindi attuare interventi di prevenzione del rischio della dipendenza da disturbo da gioco d’azzardo nonché iniziative di sensibilizzazione, informazione ed educazione, fornendo un servizio di ascolto, assistenza e consulenza sul tema del disturbo da gioco d’azzardo e assicurando, in collaborazione con le strutture/comunità che, sul territorio regionale, si occupano dei servizi relativi alle dipendenze patologiche. Si trata di interventi da finanziare con i fondi erogati dallo Stato attraverso il “Fondo per il gioco d’azzardo patologico”.

Ma anche in questo caso gli oneri connessi agli interventi non risultano quantificati.

E’ invece appurato che l’ammontare delle risorse da destinare ai singoli interventi viene individuato annualmente esclusivamente in fase di redazione del Piano biennale “GAP”, valutando di volta in volta i dati
epidemiologici e i risultati raggiunti dalle singole aziende. Inoltre, annualmente, alle regioni è stata assegnata una somma variabile a valere sulla quota vincolata al GAP del Fondo Sanitario.


Per questo la Corte dei Conti ritiene che avrebbe dovuto essere quantificata almeno la spesa connessa alla istituzione e al funzionamento del nuovo numero verde regionale dedicato per le segnalazioni e le richieste di aiuto, data la natura presumibilmente stabile del servizio.
“Il presupposto della copertura finanziaria è individuato nella preventiva
quantificazione della spesa o dell’onere, per l’evidente motivo che non può essereassoggettata a copertura un’entità indefinita”, osserva la Corte.

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