“I fornitori di servizi di media (settori coordinati da disciplina UE) sono sottoposti a giurisdizione esclusiva di uno Stato Membro e a home country control sulla base del principio di «stabilimento» dell’operatore – come qualificato da regole ad hoc. Lo Stato Membro ha giurisdizione sui fornitori; si impegna a vigilare sul rispetto delle regole nazionali secondo principi e orientamenti comuni nell’UE; si astiene dall’esercitare un secondo controllo nei settori coordinati”.

E’ quanto si legge nella “Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell’ambito del mercato interno (legge europea per la libertà dei media) e modifica la direttiva 2010/13/UE (n. COM (2022) 457 definitivo)”, presentata dal capo di gabinetto presso AGCOM, Annalisa D’Orazio, nell’ambito della sua audizione in Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato.

“Gli Stati Membri – prosegue il documento – possono adottare misure specifiche e limitare la libera prestazione dei servizi nei settori coordinati (servizi di media), in virtù di deroghe che rispondono a imperativi interessi pubblici e un elevato livello di tutela dei consumatori-cittadini (es. cultura e identità locali; pubblicità ingannevole o nociva; gioco d’azzardo; copyright; prominence). Tali limitazioni non si applicano in caso di ritrasmissione, sul proprio territorio, di servizi di media audiovisivi proveniente da un altro Stato Membro (c.d. servizi transfrontalieri) per cui è assicurata la libertà di ricezione). La disciplina UE ha poi previsto un potere di intervento dello Stato Membro di natura «superiore» a tutela di diritti fondamentali della persona (privacy; minori; dignità) e dei cittadini (contrasto ai discorsi d’odio, alla disinformazione nociva, minacce all’ordine pubblico, alla sicurezza e contro reati). In questi casi il potere di intervenire con misure regolamentari e di vigilare su di esse è dello Stato di ricezione dei servizi (i fornitori di servizi di media si rivolgono al pubblico italiano a cui va assicura la tutela)”.

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