“L’azione intelligence relativa alle dinamiche delle principali formazioni criminali nazionali è stata orientata in direzione del rischio di ingerenza nei processi decisionali pubblici e di alterazione degli elementi portanti della dimensione economica nazionale, anche rispetto alle opportunità di business legate tanto agli effetti della crisi sanitaria quanto alle prospettive di ripresa post-pandemica, anche in virtù di un’ampia disponibilità di risorse liquide derivante dal compimento di variegate attività illecite, su tutte il narcotraffico. (…) Da non trascurare i tentativi di penetrazione verso il settore dei giochi pubblici e delle scommesse, come del resto confermato da numerose evidenze investigative attestanti il coinvolgimento di esponenti mafiosi in una variegata gamma di condotte illecite che vanno dalla mera manomissione delle apparecchiature all’interno delle sale da gioco, alla raccolta illegale delle scommesse, anche mediante piattaforme informatiche dedicate, fino alla realizzazione di veicoli societari volti a schermare la riconducibilità delle attività di gioco agli interessi del crimine organizzato. (…) Malgrado la persistente azione di contrasto, Cosa nostra non rinuncia a perseguire strategie di penetrazione del tessuto socio-economico, specie a livello locale, con particolare riferimento agli appalti per la realizzazione di opere pubbliche e al settore del gioco e delle scommesse. (…) L’azione informativa in direzione della criminalità organizzata cinese, suffragata da numerose evidenze investigative, ha evidenziato il sempre più frequente ricorso ad articolate fattispecie di riciclaggio ed evasione fiscale e contributiva (vds. box 23), sfruttamento della manodopera clandestina e di trasferimento fittizio di denaro in Cina, in elusione del dispositivo di contrasto nazionale. In un contesto contrassegnato da una significativa vocazione affaristico-criminale, trova conferma l’interesse delle compagini criminali siniche in direzione dei settori della logistica e dei trasporti, della ristorazione etnica e del gioco e delle scommesse“.

E’ quanto si legge nella relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza (Anno 2021) pubblicata al Senato e presentata dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli (nella foto).