“Tra i settori economici più colpiti dalla pandemia ve n’è uno di cui si deve parlare bisbigliando, il comparto del gioco legale. Oltre 250 giorni di stop in poco più di un anno hanno devastato i conti economici delle aziende del comparto, generato un importante perdita per l’Erario (vicina ai 5 miliardi di euro) e provocato la prepotente riemersione del gioco illegale, come dimostrano le centinaia di sequestri nel periodo emergenziale, coordinati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. E non appena il blocco ai licenziamenti cesserà la perdita di posti di lavoro rischia di essere enorme, innanzi tutto i 30mila addetti impiegati nella distribuzione fisica, quella delle sale, le più penalizzate dalla crisi. Innovazione tecnologica, registro degli esclusi, daspo da gioco e soprattutto assistenza psicologica, sanitaria e tutela da forme di indebitamento usuraio sono gli strumenti di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo (su tali strumenti mi piacerebbe si aprisse un dibattito vero, laico) di certo non lo sono un inefficace proibizionismo, la distruzione di un comparto economico con conseguenze rilevanti per occupazione e gettito e la riconsegna del gioco alla clandestinità e ai sottoscala”. Lo scrive il senatore del Pd, Gianni Pittella (nella foto) su Milano e Finanza.

“Quali sono le priorità dinanzi a noi? Inserire nel “Decreto Sostegno” misure di rinvio del prelievo fiscale alle società concessionarie e di riduzione della pressione fiscale al comparto. Prorogare le scadenze degli oneri fiscali e ristorare almeno in quota parte i costi fissi sopportati dalle aziende. Consentire progressivamente la riapertura delle attività in zona gialla, dietro approvazione di protocolli di sicurezza, portando cioè il settore del gioco pubblico alla pari delle altre attività, eliminando quella palese discriminazione subita fino ad ora dal comparto. Con un evidente paradosso invece, persino nella prima regione “bianca” d’Italia, ovvero la Sardegna, sono riaperti tutti i comparti meno che quello del gioco. Preservare l’equilibrio economico e finanziario delle aziende concessionarie e dei loro partner commerciali riprogrammando un orizzonte di affidamenti che tenga conto della contingenza del periodo emergenziale e delle mutate condizioni della domanda. Alcune concessioni sono scadute, altre stanno scadendo ed è necessaria una proroga per recuperare l’attività non svolta e rimettere in piedi i conti delle aziende. Riordinare, ridurre e razionalizzare tutta l’offerta di gioco in una complessiva riforma di settore che metta ordine al caos normativo”.