“Si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire, quanto prima, la riapertura dei luoghi adibiti al gioco legale, posto che è dimostrato che il virus non si diffonde in tali luoghi”.

E’ quanto chiede in un’interrogazione rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze (che verrà discussa in Commissione Finanze, ndr) il senatore di Forza Italia, Marco Perosino (nella foto).

“Premesso che: appare evidente come il Governo abbia dimenticato alcune categorie produttive fortemente colpite dalle misure restrittive adottate a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

in particolare, il settore del gioco pubblico ha subito un crollo impressionante del proprio fatturato annuo a seguito dei diversi provvedimenti anti COVID adottati dal Governo. Stando ad un articolo del quotidiano “La Stampa” del 5 gennaio 2021, è stato registrato un drammatico calo dei ricavi per gli operatori del gioco fisico (43 per cento complessivo in meno e 60 per cento in meno per il settore retail). Tale situazione ha determinato un’enorme diminuzione delle entrate erariali: considerando la chiusura dei punti gioco per quasi 6 mesi nel corso del 2020, la stima dei ricavi fiscali per lo Stato (complessivo per i due canali fisico e on line) sarà inferiore a 7 miliardi di euro (circa 4,5 miliardi di euro in meno rispetto al 2019). Tale calo di circa l’80 per cento è imputabile alla perdita di gettito registrata dal canale retail (sale gioco, agenzie di scommesse e Bingo);

all’avviso dell’interrogante, il Governo non ha per nulla tutelato gli oltre 150.000 posti di lavoro posti di lavoro, tra dipendenti dei concessionari e lavoratori dell’indotto, che gravitano attorno al settore del gioco pubblico. Il rischio di veder scomparire tutti questi posti di lavoro dopo la fine del blocco dei licenziamenti e l’inizio delle chiusure di sale scommesse, sale giochi, bar e tabaccherie è enorme;

i punti di gioco sono stati chiusi sin dall’inizio della pandemia con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e la successiva direttiva n. 82295/RU dell’Agenzia delle dogane e monopoli che hanno stabilito la chiusura delle sale scommesse, slot, Bingo e le postazioni videolottery nei bar, ristoranti e tabaccherie;

ad ulteriore testimonianza dell’andamento incerto ed ondivago del Governo, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020 ha riaperto tali esercizi pubblici, salvo poi stabilirne la chiusura anticipata alle ore 21 e l’adeguamento alle misure di sicurezza anti COVID con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 ottobre 2020;

alla fine, questi punti di gioco sono stati definitivamente sospesi e chiusi, tra zone gialle, arancioni e rosse, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020;

stando poi all’Istituto superiore di sanità, durante il periodo di lockdown è notevolmente aumentato il totale mensile di chiamate al numero verde preposto a sostenere i soggetti affetti da ludopatia, i quali, tra le mura di casa, hanno dato sfogo alla loro dipendenza attraverso il gioco illegale ed il gioco on line;

in tal senso si riportano le parole del direttore generale dell’Agenzia delle dogane Marcello Minenna, alla trasmissione televisiva “Uno Mattina”: “Il lockdown ha determinato una riduzione del 25/30% dalla chiusura del gioco legale, facendo riscontrare però un aumento del gioco illegale. Numerosi sono stati gli interventi del COPREGI (Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale) di repressione in più di 50 capoluoghi di provincia, controllando 250 sale illegali e comminando sanzioni per oltre 1 milione di euro”;

stando alla ricostruzione dei fatti, a giudizio dell’interrogante, non solo il Governo ha fortemente penalizzato un settore fondamentale come quello del gioco pubblico, ma ha anche indirettamente rivitalizzato l’offerta di gioco illegale minacciando conseguentemente la stessa salute pubblica che mirava a tutelare attraverso le misure anti COVID”.