Sono stati pubblicati al Senato gli atti della VI conferenza nazionale delle dipendenze dal titolo “Oltre la fragilità”, svoltasi a Genova il 27 e 28 novembre 2021. I lavori dei tavoli propedeutici si sono svolti in modo parallelo, affrontando varie tematiche. Tra queste ci si è concentrati anche sull’efficacia dell’azione di prevenzione e presa in carico precoce delle dipendenze patologiche. In tale ambito non è mancata l’attenzione al ruolo di informazione e Mass Media nella prevenzione, in particolare su NPS, abuso di alcol e gioco d’azzardo.

Il Capo di Gabinetto del Ministro per le politiche giovanili, Giovanni Panebianco: “Ci troviamo in una società confusa, prodiga nel fornire qualunque cosa serva per divertirsi, in cui è facile, soprattutto per i più fragili, sprofondare, rimanere intrappolati in un mondo ipnotico, disorientato, disorientante quale quello descritto da David Foster Wallace in “Infinite Jest”. La società moderna tende ad avvertire una insaziabile necessità di evasione che sempre più spesso degenera nello svago insano, cedendo a seduzioni e a sperimentazioni insidiose. Non solo sostanze, ma anche comportamenti: gioco non responsabile, mercificazione sessuale, compulsività digitale. Dipendenze amplificate dall’uso distorto della rete, strumento di per sé neutrale, spesso favorite da situazioni di isolamento e precarietà che la pandemia ha acuito specie nei giovani. In un mondo in cui meccanismi comunicativi, economici, ambientali si sono sempre più connessi, è paradossale che a essere più frammentati siano proprio i rapporti sociali che sembrano annaspare in quella che Bauman definisce “società liquida”. Quello delle dipendenze è un fenomeno in continua trasformazione che sfugge a canoni predefiniti, bloccati. La storia parte da lontano, assumendo via via i contorni di una vera e propria emergenza sociale”.

Il Ministro per le politiche giovanili, Fabiana Dadone: “Oggi dobbiamo guardare infatti alla dipendenza comportamentale, a ciò che spinge le persone ad aver bisogno di colmare gli spazi di vuoto di cui abbiamo parlato, con le sostanze, con il gioco d’azzardo, con l’alcol, provando a supportarle al meglio proprio per non tradire le loro aspettative, ma anche per tornare a “pensare alla grande” come ci esortava Don Gallo”.

Indirizzo di saluto dell’Arcivescovo di Genova, Mons. Marco Tasca: “Da Pastore e da cittadino mi porto dentro alcune domande. Siamo qui in ritardo di parecchi anni nonostante una legge che prevede questa Conferenza ogni tre anni. Guardiamoci negli occhi senza paura e senza polemiche. Che cammino vogliamo fare per il futuro della nostra gente? E mi domando anche: come cambiano le dipendenze rispetto alla narrazione mediatica e ai luoghi comuni? La droga, ma anche l’azzardo, l’alcol, lo smartphone, i consumi compulsivi”.

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli: “Io da padre di tre figli preadolescenti e adolescenti ho visto la difficoltà con cui i nostri ragazzi hanno affrontato l’assenza di socialità, l’assenza di momenti di confronto con gli altri e questa fragilità può essere un elemento prodromico a dipendenze. Vedete, i pregiudizi ci portano a parlare di dipendenze da sostanze psicotrope da droga in un modo, accettando quasi liberamente dipendenze che vediamo svilupparsi ogni giorno, quella dell’alcol, quella dal gioco d’azzardo, le dipendenze web che sono sempre più frequenti proprio tra i giovani”.

Roberta Pacifici, Direttore Centro nazionale dipendenze e doping dell’I.S.S. e responsabile operativa Sistema Nazionale Allerta Precoce: “Voglio ricordare che da quando il Sistema di Allerta Precoce è stato messo in funzione abbiamo registrato oltre ottocento nuove sostanze psicoattive. Solo nell’ultimo anno oltre cento sono sostanze di cui non conosciamo gli effetti tossici, non conosciamo il potenziale di addiction. A questo si aggiungono le altre dipendenze comportamentali, come il gioco d’azzardo. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo stimiamo che abbiamo in Italia un milione e mezzo di adulti e settantacinquemila minorenni che hanno un profilo di giocatore problematico. Il gaming è un’altra forma di dipendenza di cui è sottovalutato il pericolo e che agisce in un contesto di legalità e di sottostima e che riguarda assolutamente la totalità degli adolescenti. E quindi poi ci sono le nuove tecnologie, la dipendenza da internet, smartphone ecc. (…). Il gaming è un’altra forma di dipendenza di cui è sottovalutato il pericolo e che agisce in un contesto di legalità e di sottostima e che riguarda assolutamente la totalità degli adolescenti. E quindi poi ci sono le nuove tecnologie, la dipendenza da internet, smartphone ecc. È evidente che questo panorama significa che abbiamo una popolazione che è oggetto importante di prevenzione ed è molto più ampio e eterogeneo, e che sono rimessi in discussione i fattori di rischio che avevamo condiviso e che avevamo imparato a riconoscere anche nei segnali sentinella. Molto è cambiato e rimesso in discussione, non abbiamo strumenti diagnostici per le nuove dipendenze, accreditati e condivisi. Non ultimo, il rischio già accennato dal Prof. Faggiano, di fare una ipervalutazione, iperdiagnosi, confondendo le nuove modalità di consumo, soprattutto per le nuove tecnologie nei giovani, con la dipendenza. Questo è qualcosa di pericoloso cui dobbiamo stare molto attenti”.

Vincenzo Palmieri, psicologo, psicoterapeuta e responsabile Trattamento Integrato Ambulatoriale della Fondazione Villa Maraini Onlus: “Abbiamo avuto ragazzi alcolisti, alcuni giocatori d’azzardo e consumatori di queste nuove droghe: ketamina, metamfetamina, MDMA”.

Analisi delle priorità e delle parole chiave. A cura di Sonia Cerrai, C.N.R.: “Altre due proposte che hanno trovato ampio consenso in quest’area e nel setting scolastico sono quelle che riguardano l’attivazione di un team multiprofessionale in ciascun Istituto Scolastico e l’implementazione di linee guida nazionali per l’aggiornamento e il potenziamento dei Centri di Informazione e Consulenza (CIC). Altre azioni ampiamente condivise, in questo caso nel setting della comunità, sono il potenziamento delle reti di comunità per la costruzione di coalizioni locali, utilizzando il modello delle Communities that care, nonché la necessità di declinare i programmi e gli interventi di prevenzione anche verso altri comportamenti additivi, i comportamenti di addiction sine sustantia, come il gioco d’azzardo, e verso i comportamenti d’uso di sostanze legali”.

Guido Faillace, Presidente FeDerSerD: “Se facciamo riferimento ai numeri che sono stati fatti stamattina e oltre ai soggetti dipendenti da sostanze, parliamo di quelli con disturbi da gioco d’azzardo patologico, di quelli con disturbi comportamentali, i numeri diventano notevoli. Quindi tutto il sistema di intervento deve essere inclusivo per tutte le dipendenze, sia patologiche che da sostanze legali e illegali. Molto spesso abbiamo dimenticato che esiste un problema alcol e un problema tabacco, su cui noi dobbiamo riflettere e intervenire”.

Massimiliano Monnanni, Presidente Azienda pubblica servizi alla persona – Asilo Savoia, promotore della “Palestra della legalità”: “L’Asilo Savoia è un’Azienda pubblica di Servizi alla Persona (ASP) (c’è anche in sala la Ministra che ha fatto la riforma delle IPAB e non possiamo non ricordarne l’azione). È un’azienda che trae origine da diverse istituzioni, fra cui la più antica risale al XVI secolo, e che tradizionalmente si occupa di prevenzione del disagio minorile. Ha 27 strutture nella città di Roma ma oggi parliamo del programma “Talento & Tenacia. Crescere nella legalità”, che è stato sperimentato dall’Asilo Savoia nel 2016, ma dal 2017 è oggetto di un accordo tra la Regione Lazio e il Tribunale di Roma. Dal 2021, è diventato un programma continuativo e strutturato, inserito all’interno delle politiche di inclusione sociale della Regione Lazio, quindi da un progetto sperimentale si è passati a un programma permanente. (…) Il programma ha finalità diverse: da un lato quello di sviluppo comunitario, inclusione sociale, formazione e qualificazione e, soprattutto, inserimento professionale. Perché lo sport? Lo sport ha dei valori comunitari che un presidio in termini di regole e in termini di prevenzione e rifiuto di ogni forma di dipendenza, perché i valori dello sport sono la negazione di ogni forma di dipendenza, sia da sostanze sia da comportamenti, come il gioco d’azzardo”.

Luca Villa, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Genova: “Non possiamo pensare ci siano solo le droghe, ogni forma di prevenzione, di campagna, di interessi e di attività che si vuole svolgere va svolta per tutto il settore delle dipendenze e non solo per qualcuna, perché altrimenti ci si dimentica che ci sono ancora 12 milioni di fumatori in Italia, che ci sono persone che consumano un eccesso di alcol, che si fa pubblicità di alcol e di tutti i prodotti della ludopatia. Ecco, questo è contro ogni forma di prevenzione, forse perché lo Stato, attraverso il fumo, si prende 13 miliardi di euro all’anno. Dobbiamo avere un minimo di coerenza, altrimenti è inutile che parliamo di questi problemi”.