Si è riunita ieri la Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico del Senato, con all’ordine del giorno l’esame della proposta di relazione conclusiva dell’attività svolta. Il presidente Marino (IV-PSI) ha illustrato la relazione, sono state quindi esaminate le proposte di modifica presentate dal senatore Endrizzi (M5S). Oltre a lui sono intervenuti i senatori de Bertoldi (FdI), Toffanin (FIBP-UDC), Montani (Lega), Cioffi (M5S), Cangini (Misto), Croatti (M5S) e Lomuti (M5S).

Nella bozza della relazione, che non è ancora stata approvata in attesa di alcune modifiche, è evidenziato quanto segue: “Il sistema italiano, con la sua riserva statale, le forme di concessione e autorizzazione, le licenze di pubblica sicurezza e la disciplina dei vari aspetti del gioco, rappresenta una garanzia, una difesa per il cittadino rispetto alle infiltrazioni della criminalità – specie della criminalità organizzata – e alle degenerazioni ludopatiche della pulsione verso il gioco”.

Tra gli obiettivi si punta a “fornire alle Regioni e agli Enti locali – sulla scia dell’Accordo in Conferenza unificata del 7 settembre 2017, che da tutti gli auditi è stato citato e considerato come un punto di riferimento – una guida sulle azioni da intraprendere in modo da allinearsi sugli obiettivi di legalità e di tutela della salute, pur nel rispetto delle competenze normative e ammnistrative che il Titolo V della Costituzione riserva alle autonomie territoriali”. In particolare “le Regioni, le Province e i Comuni non possono essere abbandonati nella disciplina di dettaglio del gioco e nella sopportazione dei costi sociali delle ludopatie”.

E ancora: “Non è l’assenza di normazione sul settore o l’eccessiva liberalizzazione che può risolvere il problema, quanto l’adozione, da parte del legislatore, di norme omogenee e razionali, che tendano ad uniformare la casistica e ad allineare le procedure ad evidenza pubblica – dal punto di vista dei bandi, delle convezioni e delle scadenze dei contratti – che può al contrario dare certezza agli imprenditori e agli operatori della filiera del gioco, i quali dovranno effettuare i futuri investimenti con la serenità della vigenza di norme certe”.

L’online viene definito come un settore che ha posto “problematiche importanti sotto tutti i profili: difficoltà di controllo dei siti illegali, aggiramento delle norme interne ai fini delle condizioni di autorizzazione e per l’evasione fiscale, aumento della potenzialità attrattiva e quindi della dipendenza soprattutto per le giovani generazioni, aumento del ricorso al gioco in rete durante la pandemia. Rimane tuttavia chiaro che nel campo dell’online gaming una disciplina efficace ma compatibile con le norme europee – e magari anche l’innalzamento del prelievo fiscale su tali forme di gioco, che sono molto remunerative per i titolari dei siti e molto poco premianti per lo Stato che deve attivare tutti i suoi poteri di controllo per evitare le infrazioni e le elusioni – può aiutare a omologare tale settore con quello del gioco fisico”. In merito alle imprese del comparto si parla di “risorsa preziosa costituita dall’interazione con i portatori di interessi ai fini della prevenzione e della repressione delle degenerazioni correlate al gioco”.

Viene quindi evidenziato come “non solo la cooperazione tra le forze di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e funzionari dell’Agenzia delle dogane dei monopoli (anche istituzionalizzata nel comitato CoPreGi), ma anche lo scambio dei dati e il monitoraggio integrato del territorio e della rete costituisce un’arma fondamentale per combattere il gioco illegale, l’accrescersi delle mafie, il riciclaggio e l’usura”.

Nel complesso l’attività condotta dalla Commissione ha prodotto “risultati estremamente apprezzabili sia in termini di sforzo di sistematizzazione e sintesi degli interessi in gioco, sia per aver ridato luce ad un settore che era stato trascurato, ed in tal senso costituisce un ottimo risultato il semplice aver destato l’interesse degli ambienti correlati al gioco e della stampa specializzata. E’ auspicabile che, sulla scorta dei risultati sin qui raggiunti e degli ulteriori approfondimenti che sono stati indicati, possa finalmente essere dato ordine ad un settore che coinvolge la pluralità di interessi che è stata descritta”.

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