Di seguito il testo integrale dell’interrogazione riguardante il settore giochi presentata al Ministro dell’Economia dal senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi (nella foto), che sarà svolta in Commissione Finanze.

“Secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dal quotidiano “Il Sole 24 Ore” il 24 maggio 2021, il decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65 (cosiddetto decreto “Riaperture”), rischia di provocare ulteriori complicazioni, al già precario, settore dei giochi e delle scommesse sportive, a causa degli effetti determinati dalla crisi della pandemia;

il quotidiano economico al riguardo evidenzia che il comparto interessato (che anche con il nuovo decreto “Sostegni” raccoglie molto poco in termini di aiuti economici, fatta salva l’ipotesi di un possibile ristoro dal Ministero dello sviluppo economico per le sale giochi, oramai chiuse da più di un anno), anche se da un lato potrà riprendere le attività il prossimo 1°luglio, non considera invece del tutto la data dell’11 giugno 2021, giorno in cui è previsto l’avvio (proprio a Roma) dei campionati europei di calcio;

se la data del 1°luglio prossimo di riapertura delle attività in zona gialla, di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, indicata all’interno del decreto “Riaperture”, non sarà pertanto rivista, rileva ancora “Il Sole 24 Ore”, ben 44 partite su 51 della competizione continentale di calcio, rischiano fortemente di essere lasciate al mercato delle scommesse illegali, considerato che dal 1° luglio in poi, gli appassionati del gioco potranno scommettere sul mercato legale o del gaming, solo sulle semifinali e le finali del torneo di calcio;

a tal fine, i dati resi noti dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, confermano come oltre 300 giorni di chiusure delle attività ufficiali di giochi e scommesse, abbiano determinato una raccolta del gioco illegale tra i 10 e il 20 miliardi di euro, con una perdita per l’Erario che nel 2020 ha sfiorato i 6 miliardi di euro e che nei primi mesi del 2021 si è attestata a meno 19,3 per cento, pari a circa 631 milioni di euro in meno;

il rischio di favorire il mercato illegale delle scommesse con le riaperture del 1°luglio, si somma inoltre (prosegue ancora l’articolo richiamato) ad un nuovo caos regionalizzato nella ripresa dell’offerta da gioco, considerato che il decreto “Riaperture” prevede che entro il 7 giugno saranno almeno sei le regioni che cambieranno colore (sulla base dell’applicazione delle misure previste, per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19) determinando pertanto il rischio di un’offerta del gioco legale a macchia di leopardo;

tali osservazioni, a giudizio dell’interrogante, destano sconcerto e preoccupazione in relazione all’evidente superficialità e inadeguatezza, con la quale sia il Governo Conte II, che il Governo Draghi hanno gestito la crisi del settore (non considerandolo invece come un segmento economico importante come meriterebbe) come dimostrano gli aiuti previsti sul fronte ristori, valutati in circa il 2,5 per cento sulle perdite del fatturato, a cui si aggiungono perdite stimate in circa 200 milioni di euro, nel caso le scommesse sportive rimanessero fuori dalla fase a gironi del campionato europeo di calcio;

anche la mancata proroga delle concessioni sulle scommesse oramai in scadenza a fine mese, delinea a parere dell’interrogante, uno scenario grave e allarmante, valutato che, a partire dall’inizio dell’emergenza epidemiologica, gli interventi complessivi anche fiscali in favore del settore interessato sono stati modesti e contraddistinti da un’evidente scarsa attenzione da parte delle autorità di Governo,

si chiede di sapere:

quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

se condivida che le osservazioni richiamate, relative all’impossibilità di raccolta di scommesse sportive per le attività delle sale da giochi, per i campionati europei di calcio che inizieranno il prossimo 11 giugno (rispetto alle decisioni del Governo di riaprire il prossimo 1° luglio) rischiano non solo di accrescere le perdite per i gestori del settore, ma di alimentare ulteriormente le raccolte di giochi illegali, determinando fra l’altro una perdita di gettito per l’Erario;

quali ulteriori interventi di competenza intenda intraprendere, anche di carattere fiscale, al fine di sostenere il settore dei giochi e delle scommesse, considerato che le misure fino ad oggi introdotte appaiono a giudizio dell’interrogante inefficienti e inadeguate;

quali iniziative urgenti e necessarie il Ministro intenda infine assumere, al fine di riconsiderare la suddetta scadenza per le riaperture delle sale da gioco e scommesse, anticipandola al prossimo mese di giugno e comunque prima dell’avvio del torneo continentale di calcio, la cui competizione non può che rappresentare una importante occasione per la ripresa del comparto interessato”.