“Il comma 1 dell’articolo in esame riconosce, per l’anno 2023, un credito d’imposta a favore dei soggetti passivi IVA obbligati alla memorizzazione e alla trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri ai fini dell’adeguamento degli strumenti utilizzati per la predetta memorizzazione e trasmissione dei dati alla nuova disciplina della lotteria degli scontrini (articolo 18, comma 4-bis, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36). Nello specifico, il contributo è pari al 100 per cento della spesa sostenuta, per un massimo di euro 50 per ogni strumento e in ogni caso nel limite di spesa di euro 80 milioni di euro per l’anno 2023. La norma chiarisce che il contributo è concesso sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da utilizzare in compensazione. Al credito d’imposta non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e il suo utilizzo è consentito a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’imposta sul valore aggiunto successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’adeguamento degli strumenti. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono definiti le modalità attuative, il regime dei controlli nonché ogni altra disposizione necessaria per il monitoraggio dell’agevolazione e per il rispetto del limite di spesa previsto. Il comma 2 provvede agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 80 milioni per l’anno 2023, ai sensi dell’articolo 15″.

E’ quanto si legge nel dossier “nota di lettura” del Servizio del Bilancio del Senato sul ddl “Conversione in legge del decreto-legge 18 novembre 2022, n. 176, recante misure urgenti di sostegno nel settore energetico e di finanza pubblica” (Decreto Aiuti quater), con riferimento all’articolo 8 (Misure urgenti in materia di mezzi di pagamento) del Capo II (Disposizioni in materia di mezzi di pagamento, di incentivi per l’efficientamento energetico, nonché per l’accelerazione delle procedure).

“Il prospetto riepilogativo – prosegue il documento – ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

La RT afferma che la disposizione di cui al comma 1 comporta nuovi oneri per il bilancio dello Stato pari a 80 milioni di euro per l’anno 2023. Al fine del calcolo dei predetti oneri si è tenuto conto del valore massimo del contributo utilizzabile – 50 euro – e del numero dei registratori telematici (RT) che sono attivi alla data del 2 novembre 2022 ovvero dei punti cassa collegati ai server-RT sempre attivi alla data del 2 novembre 2022 (utilizzati dai soggetti con più di 3 punti cassa presso ogni punto vendita).

Al riguardo, atteso che la quantificazione operata dalla RT appare corretta e che la norma stabilisce il rispetto del limite di spesa previsto, non si hanno osservazioni da formulare”.

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