Presentata al Senato un’interrogazione a firma Saverio De Bonis (Misto) rivolta al Ministro dell’Agricoltura sull’istituto di incremento ippico a Foggia.

“Premesso che con atto di sindacato ispettivo 4-01324, pubblicato il 26 febbraio 2019, al quale non è stata data risposta, l’interrogante chiedeva al Ministro in indirizzo se alcune attività di dismissione e di concessione in comodato gratuito delle scuderie, del maneggio coperto e del parco equestre del regio deposito cavalli stalloni di Foggia e relativo parco ippodromo non pregiudicassero la promozione delle razze equine ed asinine allevate in Puglia, con conseguente nocumento della stessa finalità di salvaguardia della biodiversità animale, oltre che delle attività economiche allevatoriali; chiedeva, inoltre, se rispetto al progetto originario approvato dal Comune di Foggia sopra l’area di proprietà dell’Istituto di incremento ippico di Foggia, fossero state richieste ed ottenute modifiche di progetto atte ad assicurare che l’area in oggetto mantenesse la sua funzione istituzionale originaria;

considerato che:

l’articolo 15 della legge 28 luglio 2016, n. 154, recante “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale”, rubricato “Delega al Governo per il riordino degli enti, società e agenzie vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per il riassetto del settore ippico e per il riordino dell’assistenza tecnica agli allevatori e la revisione della disciplina della riproduzione animale”, al comma 1 statuisce che: “Al fine di razionalizzare e contenere la spesa pubblica, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi del capo I e degli articoli 8, 16 e 18 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e tenuto conto dei relativi decreti attuativi, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino degli enti, società ed agenzie vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al riassetto delle modalità di finanziamento e gestione delle attività di sviluppo e promozione del settore ippico nazionale, nonché al riordino dell’assistenza tecnica agli allevatori, anche attraverso la revisione della legge 15 gennaio 1991, n. 30, in materia di disciplina della riproduzione animale, allo scopo di rendere maggiormente efficienti i servizi offerti nell’ambito del settore agroalimentare”;

il decreto legislativo 11 maggio 2018, n. 52, ha attuato l’articolo 15 citato e disciplinato la riproduzione animale;

tenuto conto che:

le problematiche più rilevanti che attanagliano gli istituti di incremento ippico sono quelle di ordine giuridico e statutario, del personale in particolare, di strutture da riammodernare e da ampliare. Non va sottovalutato, inoltre, il loro patrimonio di ordine genetico (rappresentato dagli stalloni in particolare) e la loro esperienza operativa, nonché il personale qualificato in servizio presso gli istituti, purtroppo in via di estinzione nei ruoli non più ricostituitisi. Da decenni il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali non ha espletato concorsi, con una situazione di nomine non fatte, di personale non assegnato, di situazioni mai rimosse. Il pensionamento, poi, contribuisce al resto;

la situazione, quindi, è veramente allarmante sotto l’aspetto del personale e a tutto ciò si aggiunge l’effetto deleterio delle leggi di bilancio e di altra normativa inadeguata che non consentono nessun tipo di assunzioni di personale;

il rilancio del settore nel nostro Paese dovrebbe tenere in considerazione anche l’educazione e la cultura del cavallo, quindi conoscenza ed informazione a livello di base, formazione professionale delle categorie interessate all’ippica, delle non poche e sempre più attraenti leve giovanili. Ciò che si dovrebbe richiedere è professionismo e non approssimazione per gli addetti al settore;

il tipo di interventi cui si dovrebbe mirare possono essere a carattere regionale per gli aspetti produttivi, a carattere statale per il miglioramento e la selezione in conseguenza del maggiore e più importante interesse di razza e produzione estese sul territorio nazionale, a carattere comunitario per la diffusione del cavallo in Europa, per lo spettacolo e per la libera circolazione dei cavalli fra i vari Paesi. Le programmazioni in merito occorre che abbiano unità di intenti e decisioni a livello centrale a carattere uniforme; devono considerare l’allevamento equino nella fase agricolo-zootecnica ed in quella agonistica e competitiva;

l’interrogante sottolinea la necessità di un coordinamento centrale; occorre cioè che il Ministero adegui la propria organizzazione e struttura a questa situazione, istituendo un’apposita direzione generale o un servizio ippico degno di questo nome, che possa avere su tutto il territorio nazionale funzioni di coordinamento. Inoltre, un adeguato supporto normativo comunitario, nazionale e regionale sarebbe non solo necessario ma anche valido strumento per valorizzare il comparto equino in Italia. Occorre il varo di una normativa di merito, chiara e capace di individuare responsabilmente i soggetti, le figure giuridiche interessate, gli organi e gli enti destinatari e di controllo. Interventi legislativi dovrebbero considerare prioritariamente la fecondazione naturale e l’inseminazione strumentale negli equini, che sono alla base di ogni selezione e miglioramento e nei cui confronti la nostra legislazione è carente ed inadeguata,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda dare risposta all’interrogazione citata;

se abbia accertato che i lavori sinora eseguiti sull’area ex ippodromo non pregiudicano la funzionalità dell’Istituto di incremento ippico di Foggia e non la riduce e se abbia ricevuto garanzie circa il fatto che il proseguimento dei lavori stessi non arrechi un danno funzionale;

se non ritenga che debbano essere mantenuti integri gli attuali livelli occupazionali o incrementarli per renderli più adeguati alle esigenze produttive e di incremento, nonché alle necessità istituzionali, senza alcuna riduzione, vista l’assegnazione del campo dell’Istituto al Comune per la realizzazione di giardinetti. Il tutto a garanzia che sull’area di pertinenza del “deposito cavalli stalloni” permanga integra la possibilità di movimentazione dei cavalli e di svolgimento delle manifestazioni equestri, cui essa è vincolata”.