Il senatore del Movimento 5 Stelle, Marco Croatti, interviene in merito al comparto gaming in Italia, chiedendo nuove norme. “Il settore del gaming rappresenta un vero e proprio segmento produttivo nel nostro paese – spiega il senatore -. Nel 2020 la domanda ha superato quota 16 milioni di potenziali ‘fruitori’: tanti sono gli italiani sotto i 64 anni che si divertono a giocare, anche nel nostro territorio riminese. Il fenomeno degli eSport, quegli sport digitali che permettono a bambini, adolescenti e adulti di gareggiare e confrontarsi in sale gioco virtuali presenti in tutta Italia, è diventato sempre più importante all’interno della penisola, ma rischia di essere drasticamente limitato a causa della chiusura delle sale eSport in tutta Italia”.

“Queste realtà videoludiche – prosegue l’esponente M5S – non hanno ancora una legislazione adeguata. Le sale Lan non sono sale Slot, corretto assolvere a controlli conseguenti a segnalazioni ma prima di porre i sigilli a questi luoghi di socialità bisogna assicurarsi di dargli la possibilità di lavorare, semmai colmando eventuali vuoti normativi. Si tratta di luoghi molto differenti dalle sale slot, in cui la presenza di videogiochi rappresenta un modo per attrarre e far divertire la clientela più giovane. Il sequestro di attrezzature e giochi in alcune di queste sale rappresenta un segnale preoccupante per l’intero settore. L’attività remunerativa è quella di somministrazione con le consumazioni dei clienti e la loro frequenza assicurata dai giochi. In merito abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dai nostri territori e abbiamo deciso di muoverci immediatamente”.

“Secondo l’Adm in questi luoghi potrebbe essere venuto meno il rispetto delle procedure e delle norme di legge. Restano però lacune normative abnormi in questo settore, legato indissolubilmente alla transizione digitale. Raccogliendo la preoccupazione degli operatori e dei milioni di appassionati del gaming, riteniamo opportuno che non si debba criminalizzare un settore in espansione che offre migliaia di posti di lavoro e che rappresenta un ‘collante’ di socialità per i nostri giovani, già provati psicologicamente dalle restrizioni imposte a seguito della pandemia da Covid-19. Andremo a fondo su questa vicenda affinché sia trovata una soluzione, rapportandoci con tutte le figure che seguono il tema, dall’Agenzia dogane e monopoli Adm, dagli operatori ai fruitori”, conclude Croatti.