“In Italia, poi, va ricordato anche il calo di introiti – nel calcio pari ad oltre 100 milioni di euro annui – causato, a partire dalla fine del 2018, dal divieto di pubblicità anche indiretta delle scommesse (una misura singolare, peraltro inefficace perché lo stesso divieto non vige negli altri Paesi europei e così, in Italia, le emittenti trasmettono partite dove tale pubblicità è invece ammessa, come avviene per il calcio inglese)”. Lo ha detto Lorenzo Casini (nella foto), presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A, durante l’audizione in Commissione Bilancio del Senato sul decreto “Aiuti quater”.

“Va ricordato che il calcio professionistico, e in particolare la Serie A, non riceve contributi pubblici, neanche a valere sulle entrate derivanti da giochi e scommesse (come avviene invece in altri Paesi), nonostante il calcio sia il principale “oggetto” di questa attività”, ha aggiunto Casini.

“Infine, sempre la Lega Serie A avrà pronto entro la fine del 2022 un pacchetto di proposte, collegate a un apposito piano industriale, finalizzate a individuare anche una serie di misure legislative per rilanciare il settore e per assicurare un incremento dei ricavi e una riduzione dei costi. Gli ambiti di intervento riguardano sia misure di carattere sportivo per valorizzare i vivai e i settori giovanile e femminile, sia interventi legislativi su diverse materie, come per esempio diritti audiovisivi (estensione da tre a cinque anni del limite temporale per l’assegnazione in Italia), lotta contro la pirateria, scommesse, infrastrutture”, ha evidenziato ancora Casini.

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