“La riforma fiscale è una cosa seria e la necessità di una opportuna revisione è al centro della nostra campagna elettorale. Anziché tassare il calciobalilla occupiamoci di fatti concreti come la lotta all’evasione fiscale e il contrasto del gioco d’azzardo”. Così in una nota Paola Binetti (nella foto), senatrice dell’Udc.

“In Italia, attualmente, ogni apparecchio, per il solo fatto di essere messo a disposizione del pubblico, è soggetto all’imposta sugli intrattenimenti (ISI), come per altro è emerso anche nella recente polemica sui balneari e sugli obblighi previsti per l’installazione al pubblico di apparecchi senza vincita in denaro. Il problema, nei suoi aspetti oggettivamente paradossali, ha richiamato anche l’attenzione dell’Europa proprio per la questione fiscale – prosegue la parlamentare -. Il calciobalilla, così come il flipper o altri videogiochi, è soggetto, in base a una norma prevista da un decreto del MEF del 1972, rivista nel 2009, che fissa gli importi sulla base di un ipotetico incasso medio, che di fatto non c’è, dal momento che i giochi sono messi a disposizione del pubblico gratuitamente.

Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli però non c’è alcun dubbio: la tassa va pagata. Abbiamo una riforma fiscale in atto, sentiamo parlare di flat tax ogni giorno; ci sono candidature eccellenti in vari partiti che gridano alla piaga dell’evasione fiscale; ma ci sono anche i cantori della droga libera, che ignorano l’azione di prevenzione che nasce dal creare ambienti piacevoli e sereni in cui i giovani possano anche intrattenersi con i coetanei a rischio zero. Di questo si dovrebbe occupare probabilmente l’Agenzia delle Entrate, ma al momento sembra che sarà Bruxelles ad avanzare le prime richieste di chiarimenti e la Commissione Fiscalità ha aperto una prima fase di indagine per capirne qualcosa di più”, conclude Binetti.

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