Assegnato all’11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato il disegno di legge d’iniziativa di alcuni senatori del Pd e di Iv-Psi: “Misure a sostegno della condivisione della responsabilità genitoriale, nonché del congedo obbligatorio di paternità”, previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 12ª (Igiene e sanita’).

In particolare per le coperture si prevede un incremento del 2% del Preu sulle Vlt.

Di seguito il testo integrale.

Art. 1. (Misure a sostegno della condivisione della responsabilità genitoriale)

1. Al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore con­divisione dei compiti di cura dei figli all’in­terno della coppia, e per favorire la conci­liazione dei tempi di vita e di lavoro, in via sperimentale per gli anni 2020, 2021 e 2022, fermo restando quanto disposto in ma­teria di durata complessiva del periodo di astensione obbligatoria di maternità e di ri­posi giornalieri della madre dagli articoli 16 e 39 del testo unico delle disposizioni legi­slative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151, il padre lavoratore dipendente è tenuto ad astenersi obbligatoriamente dal lavoro per un periodo pari a dieci giorni lavorativi, anche conti­nuativi, entro i trenta giorni successivi alla nascita del figlio.

2. Per il periodo di astensione obbligato­ria di cui al comma 1, al padre lavoratore dipendente è riconosciuta un’indennità gior­naliera a carico dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) pari al 100 percento della retribuzione.

3. Il padre lavoratore dipendente è tenuto a fornire preventiva comunicazione in forma scritta al datore di lavoro dei giorni di asten­sione obbligatoria prescelti di cui al comma 1, almeno trenta giorni prima dei medesimi, allegando copia del certificato medico indi­cante la data presunta del parto.

4. Il padre lavoratore dipendente è tenuto a presentare al datore di lavoro, entro sette giorni dalla data del parto, il certificato di nascita del figlio, ovvero la dichiarazione sostitutiva, ai sensi dell’articolo 46 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445.

5. Qualora intenda modificare i giorni di astensione obbligatoria prescelti di cui alcomma 1 del presente articolo, il padre la­voratore dipendente è tenuto a fornire pre­ventiva comunicazione in forma scritta al datore di lavoro, almeno tre giorni prima dei medesimi, allegando il certificato di nascita del figlio, ovvero la dichiarazione sostitutiva, ai sensi dell’articolo 46 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repub­blica 28 dicembre 2000, n.445.

6. In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, il padre lavora­tore dipendente ha diritto di chiedere la so­spensione del periodo di astensione obbliga­toria di cui al comma 1, e di godere dei giorni di astensione obbligatoria, in tutto o in parte, dalla data di dimissione del bam­bino.

7. Il diritto di cui al comma 6 può essere esercitato una sola volta per ogni figlio ed è subordinato alla produzione di attestazione medica che dichiari il ricovero del neonato.

Art. 2. (Monitoraggio)

1. Ai fini della verifica dell’applicazione della presente legge, della progettazione e della realizzazione di misure volte a soste­nere la condivisione della responsabilità ge­nitoriale, il Ministero del lavoro e delle po­litiche sociali predispone un piano di moni­toraggio e valutazione della misura di cui al­l’articolo 1, comma 1, e trasmette al Parla­mento, entro il 30 gennaio 2022, una rela­zione sull’attività di monitoraggio, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le osservazioni for­mulate.

Art. 3. (Copertura finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, nel limite massimo di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, si provvede a valere su quota parte delle maggiori entrate di cui ai commi 2 e 3.

2. A decorrere dal 1° gennaio 2020, al comma 491 dell’articolo 1 della legge 24 di­cembre 2012, n.228, le parole: «l’aliquota dello 0,2 per cento» sono sostituite dalle se­guenti: «l’aliquota dell’1 per cento».

3. A decorrere dal 1° gennaio 2020, si ap­plica un prelievo pari al 2 per cento sulle vincite derivanti da una singola giocata ef­fettuata sugli apparecchi e congegni di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del te­sto unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n.773, collegati in rete. Il prelievo sulle vin­cite è operato all’atto del pagamento delle somme a credito del giocatore e versato dal concessionario unitamente al primo versamento utile della quota della raccolta del gioco dovuta all’Erario. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’econo­mia e delle finanze sono definite le modalità applicative, a decorrere dall’anno 2019, del prelievo sulle vincite con particolare riferi­mento alla corretta determinazione della base imponibile, alle modifiche tecnologiche dei sistemi hardware e software e alla par­tecipazione dei concessionari, dei produttoridei sistemi, nonché della Società generale d’informatica S.p.A (SOGEI) quale partner tecnologico dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.