E’ di questi giorni la notizia che cinque grandi imprese di gioco hanno sottoscritto una lettera in cui esprimono il loro totale disaccordo sulle misure restrittive all’offerta di gioco online in considerazione della situazione di emergenza a seguito della pandemia da Coronavirus.

L’iniziativa è stata presa in Svezia dopo che il Governo, attraverso il ministro della pubblica amministrazione Ardalan Shekarabi, ha deciso di limitare le giocate massime online come forma di tutela nei confronti dei giocatori. Solo un anno fa è entrata in vigore la legge che consente di offrire servizi, legali di gioco online, con lo scopo dichiarato dal governo di voler riprendere il controllo del mercato del gioco d’azzardo, dopo decenni di gioco mercato illegale, consentendo a società nazionali di avere una licenza. Il metodo scelto dal Parlamento per un efficace controllo del mercato del gioco d’azzardo è stato definito la canalizzazione dell’offerta, ovvero regolamentare la domanda dei consumatori svedesi che scelgono di  giocare con società con licenza svedese.

Un percorso che ricorda quello del legislatore italiano, prima con gli apparecchi a vincita nel 2004, poc con l’online.

Come si prevedeva l’operazione ha avuto un nbuon esito. In Svezia ci sono oggi 90 società concessionarie.  Al fine di garantire un gioco responsabile, le aziende dovevano attuare una serie di misure di controllo, quali la verifica dell’età, i limiti di bonus, i limiti sui depositi e il tempo di gioco, nonché processi complicati per prevenire il riciclaggio di denaro e forme di gioco problematico.

Ma non tutti sono saltati sul treno avviato dal Governo.Molte aziende ritengono che sia più vantaggioso rimanere fuori dal sistema e continuare a offrire giochi senza pagare tasse, controlli e altre misure di gioco responsabili: in poche parole il mercato nero.

Oggi le società svedesi che hanno scelto di scrivere ai parlamentari e al governo si dicono prese in giro. Esattamente come quelle che in Italia devono leggere le dichiarazioni dei politici che si augurano che non possano più riaprire dopo il lockdown.

Va ricordato che sono i i clienti che scelgono dove trovare il prodotto migliore. In un mondo digitale, e in parte in quello del gioco terrestre, questo potere non è nelle mani dello Stato.

I dati registrati dagli operatori dell’online in Svezia dimostrano una riduzione della canalizzazione della domanda, vale a dire un aumentodel mercato nero.

“Ogni azienda – scrivono gli operatori di gioco- indipendentemente dal settore, vuole essere dove stanno i clienti. Se i clienti se ne vanno, le aziende seguiranno l’esempio. Il mercato del gioco legale non solo offre sicurezza e protezione ai giocatori, ma contribuisce ogni anno alle entrate fiscali e agli investimenti necessari per lo sport. Erodendo lentamente il mercato dei giochi  mese dopo mese, il governo decide anche  importanti tagli alla sicurezza, alle entrate fiscali e agli investimenti della società”. cm