“La ludopatia non si combatte chiudendo i corner sportivi”. Mauro Pirini – titolare dell’omonima tabaccheria a Castenaso (BO), svolge l’attività da 52 anni – si è trovato “costretto a restituire la licenza del corner sportivo”. Colpa della Regione. Che, “sbagliando”, ha emanato una legge che “inserisce anche i corner sportivi fra le attività vietate” se esercitate entro 500 metri da una serie di luoghi sensibili: chiese, scuole, palestre, cimiteri, luoghi di incontro. E’ quanto si legge su ilrestodelcarlino.it.

“L’errore – avverte Pirini – è avere messo sullo stesso livello di pericolosità, dal punto di vista del rischio ludopatia, il corner sportivo con le videolottery e le slot machine”. Sarebbe, commenta il tabaccaio, “come se un cacciatore non distinguesse un fagiano da una lepre”.

La ludopatia “è un problema serio”, riconosce Pirini, ma “è un gioco compulsivo. Non è il Totocalcio, la schedina sulle partite che si gioca fra amici”. Altre Regioni “lo hanno capito e non hanno posto i limiti insensati che ci sono qui da noi”.

Secondo Pirini, ora si spingono i giocatori alle scommesse online. “E chi gioca al pc, in casa da solo, è molto più a rischio di farsi prendere la mano”. Mentre nei corner “è lo stesso tabaccaio a consigliare i clienti fra una chiacchiera e l’altra. E, nel caso, frenare eventuali eccessi”. Pirini punta quindi l’indice contro lo Stato: “Vuole combattere il gioco, mi fa chiudere un’attività, mi procura un danno economico, poi però organizza la lotteria degli scontrini. Un vero controsenso”.