Il Governo va avanti per la sua strada. Nonostante la protesta degli operatori del gioco legale, ieri, in forma simbolica, e le rimostranze di Confcommercio, Confesercenti e Confindustria, l’Esecutivo sembra non voler rivedere l’idea di tassare il comparto per alimentare un fondo con il quale sostenere lo sport.

Nella bozza aggiornata del decreto ‘Rilancio’, che Jamma ha potuto visionare,  e che stasera approderà come sembra sul tavolo del preconsiglio, non sono previste modifiche al provvedimento con il quale si intende creare un fondo di sostegno allo sport tassando, per una percentuale che va dall’1 allo 0,75%, la raccolta delle scommesse (terrestri, virtual e online).

Per la determinazione del prelievo nella misura dell’1% [ovvero: 0,75] si è tenuto conto del delicato momento di crisi di liquidità e di sospensione dei giochi”, si legge nella relazione al provvedimento. “, si legge.

Per gli anni 2020, 2021 e 2022, il livello di finanziamento del Fondo non è comunque in misura non inferiore complessivamente a trentacinque milioni di euro per l’anno 2020, e quaranta milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. Tali importi sono stati determinati prudenzialmente, partendo dall’ammontare delle raccolta sportiva realizzatasi negli anni precedenti ed operando le necessarie correzioni al ribasso in ragione del periodo di lockdown del 2020. Il Centro Studi della Federazioni Italiana Gioco Calcio, in un documento datato 27 marzo 2020, ha evidenziato che “solo tra il 2006 e il 2019 la raccolta delle scommesse sul Calcio è aumentata di quasi 5 volte, passando da 2,1 a 10,4 miliardi di euro, e nel medesimo periodo il relativo gettito erariale è passato da 171,7 a 248,5 milioni di euro”. La fonte dei dati indicati nel riportato documento della FIGC è la “Direzione Centrale gestione tributi e monopoli giochi – Ufficio scommesse e giochi sportivi a totalizzatore” del Ministero dell’Economia“.