No a sale giochi, scommesse e sale bingo. Lo mette nero su bianco il decreto del premier Conte firmato ieri con il quale si dà il via alla cosiddetta Fase 2

“Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale sono sospese le manifestazioni organizzate, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati. E’ quanto si legge nel testo del dpcm firmato ieri sera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, secondo cui sono vietati anche quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, quali, a titolo d’esempio, feste pubbliche e private, anche nelle abitazioni private”.

Ancora una volta i locali specializzati in servizi per il gioco legale vengono inseriti tra le attività ritenute essere a rischio più elevato. Tra le ‘attività di aggregazione’ per antonomasia come concerti, cinema, teatri ha molto senso includere le sale scommesse e parlare di ‘pubblico’?

Il premier Conte ha spiegato i conferenza stampa che per i bar è prevista la riapertura dal 1 giugno, ovviamente con tutte le cautele e le precauzioni del caso.

Al contrario, come confermato da più parti, per cinema, teatro, discoteche, concerti, ovvero «attività di aggregazione» dove più alto è il rischio di trasmissione del virus nessuna indicazione. La Fase tre – la riapertura totale dell’attività e il ritorno alla normalità – dovrebbe arrivare entro l’anno o, nella più ottimisica delle ipotesi, entro l’estate.

Ma gli esercizi commerciali non potranno attendere così tanto tempo. La classificazione per classi di rischio della task force INAIL non facilita certo le cose, il solo modo per uscirne con il minor danno possibile sta nel poter includere i negozi di giochi le quelle attività commerciali la cui riapertura sarà possibile rispettando le regole in termini di sicurezza di operatori e clienti. Come per altro suggerito dalle associaioni di categoria con tanto di proposte e documenti dettagliati. cm