binetti
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – “Nella legge finanziaria del 2016 l’unico emendamento che ho presentato chiedeva un ampliamento delle tutele per le persone affette da ludopatia. La mia posizione nei confronti del gioco è ed è sempre stata la tutela delle persone fragili. In riferimento a quanto emerso in giornata si parla di un emendamento che è apparso nel collegato al decreto fiscale che doveva riguardare i giochi, decreto fiscale che poi non è mai uscito”.

E’ quanto dichiarato a Jamma dalla deputata Paola Binetti (Misto) sulla vicenda riguardante il blitz che ha portato ieri all’arresto di 31 persone, tra cui Ninì Bacchi, definito il ‘re’ delle scommesse online.

Dalle intercettazioni è infatti emerso che alcuni emissari della titolare della società di scommesse arrestato dalla Polizia di Palermo avevano esercitato pressioni su politici affinchè presentassero un emendamento che avrebbe consentito la regolarizzazioen di 700 punti di gioco che facevano capo all’imprenditore siciliano. L’emendamento veniva presentato alla Camera dall’onorevole Binetti.

In merito alla presentazione dell’emendamento, inizialmente dichiarato inammissibile, che avrebbe permesso la riapertura dei termini della sanatoria per i circuiti di scommesse con almeno 700 punti gioco, l’Onorevole Binetti ha voluto fare chiarezza: “In quel ddl che riguardava le disposizioni urgenti in materia fiscale, l’interpretazione corretta di quell’emendamento si basa su tre punti: in primo luogo volevamo dichiarare la necessità assoluta che coloro che offrivano scommesse senza essere collegati all’Adm dovessero in qualche modo uscire allo scoperto, una sollecitazione a venir fuori a tutto ciò che era ancora gioco in nero, che per me è quello a più elevato indice di prossimità con la criminalità. Una volta venuto in chiaro tutto questo si trattava di sottopore tali soggetti alle politiche fiscali di cui in quel momento si andava parlando. Il terzo passaggio, a mio giudizio fondamentale, dopo la regolarizzazione e la tassazione consisteva nell’operare un forte taglio, come da me sempre sostenuto”.

“Più volte abbiamo chiesto al Governo affinchè cercasse fonti alternative alle sue politiche di fiscalità, non pescando sempre dal gioco d’azzardo ma anche da settori più prolduttivi – ha concluso la Binetti -. L’intento dell’emendamento era far uscire fuori coloro che operavano in nero per sottoporli ad attenzione da parte del fisco con conseguente tassazione, una volta inglobati nel sistema legale si sarebbe dovuto procedere con una politica di riduzione. E’ evidente che da parte mia non ci sia stato e mai ci sarà nessun regalo ai ‘signori’ di cui si parla in questi giorni”.

Nelle stesse intercettazioni, riferibili al 17 novembre 2016 si parla anche importanti dirigenti dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato. In una telefonata l’imprenditore arrestato, Bacchi, chiede ad un imprenditore romano delle sorti dell’emendamento in questione. “… pensavo ti avesse chiamato Alessandro… per darti la buona notizia… Ninì come era naturale ormai è legge ha detto: ‘Oggi domani passa alla Camera… chiamo io il comandante della Guardia di Finanza e gli dico che deve sbloccare tutto e che mando io una e mail a tutti i Monopoli che non devono fare più sequestri… è tutto a posto…’”. “Chi lo ha detto questo, Fanelli?”, chiede Bacchi. Risposta: “… Iaccarino… eravamo io, Iaccarino e Alessandro e ha detto: ‘… passa alla Camera oggi o domani’… comunque Nenè fra l’altro se tu hai letto l’emendamento è proprio quello che aveva richiesto voi nell’ordine del giorno… perché parla di 700 punti”.

Commenta su Facebook