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(Jamma) – Si inaspriscono a Schio (VI) le regole contro le slot machine. Dal consiglio comunale, inoltre, è stato lanciato un appello a tutto il bacino di amministratori dell’Ulss “Pedemontana”, affinché si allineino nell’adottare le stesse norme.

Al momento la norma esistente riguarda, oltre ai limiti orari, l’apertura di nuove sale slot e l’adattamento di locali esistenti che devono distare almeno 500 metri da una serie di luoghi sensibili, 100 metri da bancomat e “compro oro” (indipendenti dai confini comunali).

L’amministrazione aveva creato alla fine dello scorso anno un apposito gruppo di lavori con referenti di Ulss, polizia locale e sportello scledense anti-ludopatia “Pause and play” perché si studiasse un regolamento di carattere igienico-sanitario da applicare anche alle sale che, per aprire, non avessero bisogno di opere edilizie. Proprio da qui – si legge sul Giornale di Vicenza – sono nate le due novità. Il divieto, per le sale slot di «far perdere il senso del tempo» ai loro clienti, ecco che le porte e le vetrate non potranno essere completamente schermate ma dovranno garantire almeno il 50 per cento di superficie libera, che lasci filtrare la luce naturale e che riesca a dare ai clienti il senso del tempo che scorre. Altro aspetto è quello del divieto di installare slot machine e video-lottery in aree dedicate ai fumatori. Questo perché «secondo la relazione annuale al parlamento sulle tossicodipendenze in Italia che è stata valutata dal gruppo di lavoro – ha spiegato l’assessore Sergio Rossi – esiste una correlazione piuttosto evidente tra l’abitudine al fumo ed il gioco d’azzardo. Sull’artificialità dell’ambiente interno delle sale gioco abbiamo ritenuto importante la penetrazione della luce naturale». Per chi non rispetterà le nuove norme, scattano multe da 250 euro.

Si tratta comunque di norme che devono essere transitorie e che devono ambire a diventare più ampie: «Il gruppo di lavoro – ha concluso Rossi – si augura che, al più presto, il regolamento sulle sale slot venga ampliato su tutto il territorio dell’Ulss, perché altrimenti rischia di diventare inapplicabile e di vanificare i suoi effetti». La discussione in consiglio ha lasciato la parola a Davide Casarotto del Pd, che ha spiegato: «Su questo tema non abbiamo mai fatto mancare l’appoggio all’amministrazione, sia quella precedente, sia questa. Positiva la richiesta di estensione delle norme all’intera Ulss. Non rinneghiamo la nostra battaglia sul codice civico, che resta migliorabile. Spero che il documento venga approvato all’unanimità».

L’auspicio di Casarotto è stato sposato da tutti i suoi colleghi, che hanno votato unanimemente l’integrazione del regolamento di polizia urbana e codice civico.

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