“Il gioco deve avere un futuro. E’ un settore centrale nel nostro ordinamento, che soffre del problema dell’illegalità. Il comparto va tutelato e incentivato. Le prospettive? Vogliamo dare al settore del gioco una regolamentazione al passo con i tempi, stabile e omogenea e che non sia fatta di continui rinvii, che dia certezze agli operatori e ai giocatori. Questo è il nostro obiettivo come Mef per uscire dal limbo di incertezza che anche la politica ha favorito”.

Lo ha detto l’avvocato Federico Freni (nella foto), collaboratore del sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Claudio Durigon, intervenendo al panel “La ricostruzione del gioco pubblico in Italia” nell’ambito di SBC Digital Italy.

“Il riassetto non può prescindere dal rapporto virtuso con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con cui stiamo lavorando tutti i giorni. Le tempistiche? Puntiamo ad arrivare a fare una proposta al parlamento al più tardi entro la sessione di bilancio di quest’anno. Vogliamo presentare una legge delega per il riassetto al più tardi entro i mesi di ottobre/novembre. Il riassetto effettivo dovrebbe quindi avvenire entro la fine del 2022. Ovviamente sono obiettivi di tempo che si incontrano anche con le esigenze del Pnrr. Dare un riassetto al settore del gioco è importante non solo per operatori e giocatori ma anche per l’erario. Non può essere un riassetto contro il sistema, ma per il sistema, con il sistema, vogliamo infatti riformare il settore insieme al regolatore, che è l’agenzia, e insieme agli operatori. Puntiamo a un’assemblea del mondo del gioco prima della chiusura della legge delega ascoltando il mondo del gioco, gli stakeholders, per capire quali sono per loro le prospettive di sviluppo del comparto. Si deve regolare pensando a quello che è lo sviluppo futuro del settore, vogliamo percepirlo direttamente dal mondo del gioco, a quel punto avremo tutti gli elementi per poter attivamente procedere con una legge delega. L’unica regolamentazione efficace è quella che guarda al futuro. Si deve guardare ai prossimi 15 anni, non a quelli passati” ha aggiunto Freni.

E ancora: “Il legislatore onesto è quello che dice anche quelli che sono i problemi. Il gioco illegale è un problema, la ludopatia è un problema, ma non per questo eliminiamo il settore. La ludopatia va affrontata con serietà, il gioco illegale è un male che dobbiamo sradicare, perchè non solo toglie gettito ed è un male per l’economia, ma perchè è anche un male per il sistema del gioco legale, in quanto lo squalifica. Troppo spesso sentiamo banalizzazioni in merito. Il settore si fonda per un buon 98% su risorse sane e virtuose e queste non possono essere condizionate o assimilate all’illegale o alla ludopatia. I due problemi esistono e hanno condizionato l’opinione pubblica. Noi non vogliamo nascondere la polvere sotto il tappeto, ma aumentare i controlli, verificare che i punti gioco rispettino le regole e il lavoro di ADM ad oggi è impeccabile. Con la nostra idea di legge delega implementeremo i controlli e possiamo dire serenamente che il contrasto al gioco illegale è il primo obiettivo di questa riforma, seguito dal contrasto alla ludopatia e dagli altri aspetti rilevanti. Servirà una regolamentazione omogenea su tutto il territorio nazionale, perchè gli operatori, soprattutto quelli stranieri, devono avere certezze. Abbiamo già avviato un primo tavolo con il Ministro Gelmini e proseguiremo nelle nostre interlocuzioni per trovare una regolamentazione omogena per il contrasto alla ludopatia. I problemi esistono ma non possono più condizionare lo sviluppo del mondo del gioco”.

Sulla proroga delle concessioni l’avvocato ha aggiunto “è un tema che si lega con il riassetto del sistema. La proroga dello stato di emergenza porta automaticamente tutte le concessioni scadute o in scadenza avanti fino al 29 marzo 2022. Il tema lo affronteremo in legge di bilancio ma in base alla legge delega. La proroga dello stato di emergenza, al momento, toglie dalla stretta attualità la questione, che comunque rimane all’ordine del giorno e la affronteremo”.

Sul rapporto con le banche “la legislazione bancaria è un tema attenzionato, sono convinto che la risposta migliore possa essere il riassetto del sistema. Penso che molte delle incertezze attuali portino il sistema bancario ad avere delle remore. Con il riassetto l’auspicio è che possa esserci anche un cambiamento di atteggiamento da parte delle banche“.