“Interessante presa di posizione del Presidente Toti su scuola e Covid. Secondo lui – fino ad oggi – si sono adottati provvedimenti insufficienti su quel versante e si è così “lasciato correre il virus”. Questo sarebbe avvenuto, dice Toti, “solo per tener fede a un idea elitaria dell’istruzione e della cultura”… Cosa avrà voluto dire? Che gli alunni della scuola dell’obbligo, gli studenti delle superiori che si formano alla vita in un contesto comunitario e i loro insegnanti sono privilegiati frequentatori di bizzarre discipline esotiche e che vanno equiparati – quanto a severità – a chi affolla le sale bingo o a chi si accalca nelle baraonde fuori degli stadi chiusi immaginando ciò che avviene dentro e nel frattempo scazzottandosi senza mascherina? O forse avrà voluto dire che l’istruzione e la cultura sono dimensioni accessorie dell’esistenza rispetto – per dire – al profitto? Fatto sta che il paladino delle riaperture, dopo aver censurato chi è “troppo catastrofista” e chi vuole “punire la voglia di uscire di casa”, se la prende con l’intellighenzia radical chic degli scolaretti e delle maestre e con la loro odiosa aspirazione a frequentare il più possibile la scuola in presenza…”. Così Paolo Bufano, esponente Pd Sarzana.