«Prima rendiamo la legge esecutiva e poi ne valutiamo gli effetti». È questa la risposta di Piero Comandini, consigliere regionale del Pd e firmatario della proposta presentata nella scorsa legislatura, divenuta legge regionale, alla proposta della Lega di modificare la legge in materia di ludopatia.

«Il ruolo della Giunta Regionale è rendere esecutive le leggi approvate dal consiglio. Lo ricordo a chi, forse per inesperienza, non ha colto questo aspetto», precisa Comandini che interviene in riferimento alla proposta della Lega di voler modificare la legge regionale per renderla “più incisiva e meno aggirabile”. «È doveroso fare qualche precisazione – prosegue l’esponente del Pd –. La normativa è nata dal fatto che ogni comune, per arginare il gioco d’azzardo patologico, adottava numerose ordinanze e regolamenti. Si è cercato quindi di fornire una normativa unitaria. La legge – precisa Comandini – si basa su alcuni punti molto importanti, tra questi ci sono la limitazione degli orari di apertura delle sale da gioco, le distanze minime dai luoghi sensibili, infatti la legge predispone il divieto di apertura di sale da gioco e la nuova istallazione di apparecchi “art. 110 Tulps”, in locali che si trovino ad una distanza inferiore ai 500 metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie o socio-sanitario, luoghi di aggregazione giovanile. La Giunta, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, avrebbe dovuto determinare le distanze sulla densità demografica dei Comuni. Detto questo, le leggi prima di essere modificate, vanno applicate per riscontrarne gli effetti, positivi e negativi, e l’organo preposto a rendere esecutiva una legge regionale è la Giunta che avrebbe dovuto deliberare. Ne deduco che qui non si vuole migliorare una legge ma si vuole nascondere l’inefficienza con una trovata, quella della distanza calcolata in linea d’aria».