Regione Sardegna

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato il Testo Unificato “Disposizioni in materia di disturbo da gioco d’azzardo” con 35 voti favorevoli e 3 contrari.

In particolare previste agevolazioni fiscali per i titolari di bar o tabaccherie che rinunciano alle apparecchiature per il “gioco d’azzardo lecito”: a questi esercizi, ma anche a circoli privati, la Regione rilascerà il logo “No slot-Regione Sardegna”. La legge vieta l’installazione di slot-machine entro un limite massimo di 500 metri da luoghi “sensibili” come scuole, impianti sportivi, luoghi di aggregazione giovanili.

Limite derogabile a richiesta dei singoli Comuni a seconda del tessuto urbano. Chi ha già autorizzazioni, ha l’obbligo di adeguarsi alle disposizioni entro cinque anni. Per l’attuazione della legge è previsto uno stanziamento di 1,3 milioni per il 2019 ai quali si fa fronte attraverso le risorse statali trasferite alla Regione per la cura della ludopatia. “Questo disturbo ha effetti rilevanti anche sulla vita di relazione e sul lavoro – ha fatto notare la relatrice Daniela Forma (Pd) – si tratta di patologie in aumento anche nella nostra isola e di un giro d’affari che in Italia vale 100 miliardi e in Sardegna 2 miliardi solo nel 2016”.

Inoltre, “il sistema sanitario segnala l’aumento costante dei soggetti affetti da gioco d’azzardo, spesso con una doppia diagnosi di alcoldipendenza”. In generale, ha aggiunto la consigliera, “aumentano però i giocatori d’azzardo tra gli adulti e diminuiscono tra gli studenti, gli uomini giocano quasi il doppio rispetto alle donne e, soprattutto, è il Gratta e vinci il gioco più ricercato mentre lotto e scommesse sportive vengono dopo”.

L’Aula ha ripreso l’esame del Testo unico sulla ludopatia nel pomeriggio di ieri dopo che in mattinata era stato rinviato in Commissione.

Di seguito gli interventi.

Il presidente Ganau ha invitato l’on. Daniela Forma (Pd), relatrice del provvedimento, a illustrare le modifiche al testo apportate dalla Sesta Commissione. «Le correzioni riguardano elusivamente l’articolo 10 “autorizzazioni all’esercizio” e in particolare il contenuto dell’emendamento n.9. Prevediamo il divieto di aprire nuove sale da gioco e di installare apparecchiature da gioco in locali che si trovino a una distanza determinata dalla giunta regionale entro i 500 metri da luoghi sensibili (scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semi-residenziali operanti in ambito sanitario, case protette, oratori o luoghi di aggregazione giovanile).

La giunta stabilirà le distanze tenendo conto della densità demografica del comune interessato. Si dà inoltre la possibilità ai Comuni di chiedere una deroga motivata sulla base di specifiche caratteristiche del tessuto urbano in modo da evitare ulteriori situazioni di degrado delle aree periferiche. Obiettivo è governare meglio le ripercussioni che il provvedimento avrà caso per caso. Gli esercizi con autorizzazioni esistenti alla data dell’entrata in vigore della legge avranno la possibilità di adeguarsi alle nuove disposizioni entro il termine massimo di 5 anni. Così – ha concluso Daniela Forma – si viene incontro alle richieste arrivate dalle associazioni di categoria preoccupate per gli effetti economici del provvedimento. La nuova norma consentirà di avere un congruo periodo di transizione».

Dopo l’on. Forma ha preso la parola l’on. Ruggeri (Pd), che ha illustrato l’emendamento 19 all’articolo 10. La Giunta e la commissione hanno espresso un invito al ritiro ma l’on. Ruggeri ha ribadito che ci sono “aziende come sale bingo, non slot machine, che non potranno essere spostate retroattivamente di 500 metri come invece è previsto dalla norma. Ecco la ragione dell’emendamento, che serve a salvaguardare investimenti e posti di lavoro”.

L’on. Forma (Pd) ha ribadito che è facoltà dei Comuni prevedere le deroghe nell’ambito del loro territorio proprio nei casi segnalati dall’on. Ruggeri.

L’articolo 10 è stato approvato mentre l’emendamento 19 è stato respinto.

Approvato anche l’articolo 11 con l’emendamento sostitutivo parziale 10 e l’aggiuntivo 11.

Approvato l’articolo 12 con l’emendamento aggiuntivo 12; l’articolo 13 con l’emendamento aggiuntivo 13. Via libera anche all’articolo 14 e all’emendamento sostitutivo totale 14.

A seguire per la dichiarazione finale di voto. Il primo a intervenire è stato l’on. Tedde (FI), secondo cui “i nobili obiettivi di questa legge non hanno trovato strumenti normativi adeguati, nemmeno con gli emendamenti bocciati dei quali è vostra la responsabilità. Non bastano i panni caldi per una malattia così”.

Per l’on. Deriu (Pd) “questa legge non convince per il suo proibizionismo e nessuno, anche se in buona fede, può seriamente sperare di contrastare il fenomeno con queste norme. In fondo anche l’assessore Arru ci ha detto che questo fenomeno non può essere così fatto regredire. La politica deve provvedere in modo concreto, non deve fare propaganda nemmeno quando la propaganda viene dalla mia parte”. L’on. Deriu ha annunciato il voto di astensione e così anche il gruppo do Forza Italia con la presidente Alessandra Zedda e l’on. Fasolino, che ha detto: “Se l’obiettivo della legge è risolvere il problema della ludopatia possiamo tranquillamente dire che non è stato raggiunto. Se l’obiettivo era sperare di avere un po’ di consenso in più in campagna elettorale fingendo di aver fatto una legge allora la maggioranza lo ha raggiunto”.

Anche l’on. Crisponi (Riformatori) ha annunciato l’astensione: “Legiferare su temi così delicati dovrebbe sempre imporre cautela e studio. Ma se nonostante la buona volontà non si riesce a far nascere un buon testo di legge allora i dubbi sono davvero tanti”.

Per Fratelli d’Italia l’on. Lampis ha detto: “Non si recuperano cinque anni di legislatura a cinquanta giorni dal voto”. Per l’on. Congiu (Pds) “il tema è di una nobiltà tale da meritare attenzione ma sono consapevole del fatto che lo strumento utilizzato è errato. Assistiamo anche oggi a una sovraproduzione di leggi: questo testo che stiamo approvando è un catalogo di buone pratiche ma non risolve il problema né fa prevenzione. La reimpostazione dell’articolo 10 creerà problemi a chi gestisce le sale bingo, questo è sicuro. Alla fine l’unica norma efficace è quella che prevede la campagna di sensibilizzazione”.

Il consigliere del Pd Luigi Lotto ha messo in evidenza la caratteristica di piaga sociale delle ludopatie, «tema sul quale si può oggettivamente fare poco ed occorre muoversi con grande attenzione e tuttavia è necessario fare qualcosa e la legge va in questa direzione». Non bisogna dimenticare inoltre, ha aggiunto, «che gran parte del gioco si svolge on line e questo aspetto richiede un forte intervento nazionale in un contesto dove, fra l’altro, sono sostanzialmente scomparse le scommesse dell’ippica che non presentano tematiche di dipendenza e sono collegate ad un settore dell’economia reale, importante anche in Sardegna».

Il consigliere di Forza Italia Antonello Peru ha dichiarato che «sono condivisibili i principi culturali alla base del provvedimento ed è innegabile che l’abuso del gioco d’azzardo determini conseguenze gravi come quelli dell’alcool e del fumo, ma nel merito va detto che la legge reprime, non educa e non contrasta il gioco patologico». L’unica nota positiva, ha sostenuto, è stata introdotta da un nostro emendamento sull’adeguamento degli esercizi pubblici in un termine di 5 anni, per mettere al riparo investimenti e posti di lavoro che non possono essere cancellati: voterò contro».

Per il Pd Daniela Forma ha messo l’accento sull’importanza del provvedimento «che avrebbe meritato una alta attenzione dell’Aula in un contesto temporale distante dalle elezioni». Dopo aver ricordato che i ritardi dell’iter legislativo sono stati causati dalla concomitanza con riforme di grande portata come quella sanitaria, ha Forma ha affermato che «la legge contiene aspetti molto importanti come il Piano regionale contro il gioco che dà dimensione strutturale ad interventi su prevenzione, cura, riabilitazione e sostegno psicologico alle vittime della dipendenza ed alle famiglie, l’osservatorio per acquisire dati e migliorare le conoscenza, il potenziamento della prevenzione con campagne mirate di sensibilizzazione». L’Aula inoltre, ha concluso, «ha ulteriormente migliorato il testo inserendo il divieto della pubblicità del gioco sul territorio regionale».

Leggi la proposta di legge a questo link