Il 5 agosto in consiglio comunale a San Vito al Tagliamento (UD) approderà il regolamento attraverso il quale l’amministrazione intende limitare il gioco d’azzardo. Un testo che, prendendo le mosse dalla legge regionale del 2017, porrà paletti particolarmente restringenti alle slot machine, tanto che l’assessore alle politiche sociali, Susi Centis, ritiene che nessun locale potrà mantenere le “macchinette”.

Come si legge sul messaggeroveneto.it i limiti posti dal regolamento, il cui lavoro di definizione è stato coordinato dalla stessa Centis e di cui si sono occupati la II e III commissione, prevedono che gli esercizi pubblici che si trovano a 500 metri dai luoghi sensibili dovranno dire addio alle slot, che potranno essere utilizzate per otto ore al giorno. Per quanto riguarda i luoghi sensibili, il Comune ha deciso di ampliare l’elenco della Regione: oltre a scuole, chiese, banche e altri, le commissioni hanno deciso di inserire municipio, parchi e altre tipologie. In pratica, allo stato attuale nessuna attività di San Vito – perlomeno nelle zone centrali – potrebbe mantenere le “macchinette”. Per quanto concerne i bar, le slot potranno funzionare otto ore al giorno.

«Attualmente, ci sono locali dov’è possibile giocare anche 18 ore al giorno – afferma Centis –. In relazione alle sale slot, attualmente non ce ne sono, anche grazie al fatto che siamo riusciti a bloccare la riapertura di un’attività simile. Credo che il prossimo anno gli apparecchi spariranno da San Vito: non si intende criminalizzare i locali o ridurne il volume d’affari, ma vogliamo educare a un gioco consapevole e socializzante. Categoria in cui non rientra l’azzardo». Centis, poi, sottolinea che «è necessario che tutti i Comuni si dotino di un regolamento come quello che sta per approvare San Vito, altrimenti sforzi come il nostro saranno vanificati».

Sulla questione interviene anche il capogruppo di Amo, Valerio Delle Fratte. «Finalmente si è giunti al regolamento – dice –: dal 2011 ci battiamo per contrastare il gioco d’azzardo patologico, facendo presenti le ricadute. Dopo anni di sollecitazioni, avremo un regolamento, che da solo non sarà però sufficiente: servono, infatti, campagne di sensibilizzazione, a cominciare dalle scuole».