slot machine
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(Jamma) – L’Amministrazione comunale di San Donato Milanese premia gli esercenti che opereranno la scelta etica di rinunciare a slot machine ed analoghe apparecchiature elettroniche destinate al gioco d’azzardo.

Per effetto della modifica del regolamento della Imposta Unica Comunale, approvata dal Consiglio Comunale a fine marzo, i gestori dei locali “categoria 24” (bar, caffè e pasticcerie) potranno infatti richiedere il dimezzamento dell’importo da pagare per la Tassa rifiuti (Tari).

Nell’ottica di evidenziare le “buone pratiche”, inoltre, gli esercizi senza macchinette saranno resi riconoscibili da una vetrofania ufficiale rilasciata dall’Ente. L’introduzione del comma 2 dell’articolo 49 del Regolamento Iuc prevede una riduzione del 50% per i locali che abbiano rimosso o che non abbiano installato “slot machine” in presenza di una dichiarazione formale di rinuncia all’istallazione per almeno un triennio.

Lo “sconto” sulla Tassa rifiuti sarà riconosciuto “una tantum” per un massimo di tre annualità a partire dall’anno prossimo. Quanti vorranno usufruirne dovranno presentare istanza entro la fine dell’anno.

«In occasione della rinuncia all’uso delle slot machine da parte del Bar d’Angolo di via Libertà – dichiara il sindaco, Andrea Checchi – ci eravamo impegnati a premiare e incentivare scelte etiche come quella fatta dalla famiglia Gatti. A poco più di un mese dall’assunzione di tale impegno, grazie alla sensibilità dei Consiglieri abbiamo dato seguito alle nostre parole, introducendo come promesso uno sconto significativo sulla Tari. Chi sosterrà la nostra “sfida” al gioco d’azzardo potrà vedersi dimezzata la tassa rifiuti».

Alla presentazione della richiesta, verificata la correttezza della stessa, gli esercenti oltre a vedersi dimezzato l’importo dell’imposta, dal Comune riceveranno anche una sorta di “certificazione” da condividere con i cittadini, cioè una vetrofania con il logo dell’Ente e lo slogan: “Qui non ci si azzarda”.

«Esposto in vetrina – conclude il primo cittadino -, l’adesivo evidenzierà l’impegno del titolare nel fronteggiare, rinunciando a una parte di introiti, alla piaga sociale del gioco d’azzardo patologico».

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