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(Jamma) – Il consiglio comunale di San Cataldo ha approvato all’unanimità il regolamento “per l’apertura di sale gioco, giochi leciti e l’installazione di apparecchi da intrattenimento”, proposto dal consigliere comunale Lino Pantano. Nella cittadina nissena l’apertura delle sale gioco sarà sottoposta a regole precise. Non sarà possibile aprirle a meno di 300 metri di distanza dai luoghi sensibili (scuole, parrocchie, luoghi di ritrovo per giovani). I titolari non dovranno avere condanne penali pere reati come corruzione, peculato, usura, riciclaggio, associazione di stampo mafioso. Per coloro che rinunciano ad installare le slot vi saranno degli incentivi, come la riduzione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

«Ho consultato i regolamenti di altri comuni, ho studiato le leggi. La bozza che abbiamo predisposto è arrivata in consiglio. Il voto è stato unanime!» ha detto Pantano. Il sindaco, Giampiero Modaffari, ha assicurato che il regolamento sarà applicato con impegno, ma ci sono anche voci contrarie, come quella di Michele Giarratano, referente di Confimpresa a Caltanissetta, che come riporta Città Nuova dichiara: «Questa delibera viola le regole, la legge del libero commercio. È una delibera dittatoriale, senza alcun senso, che, per di più, discrimina i cittadini. Come può, un sindaco, decidere di diminuire le tasse a chi non ha le slot machine e non agli altri? Le sale giochi sono legali e concedendo delle agevolazioni solo per alcuni si commette un’irregolarità. La ludopatia è un problema – spiega – e bisogna fare di tutto per combatterla. Ma la soluzione contro l’alcoolismo non è chiudere i pub, così come non pensiamo di combattere gli eccessi del fumo penalizzando i tabaccai. Gli eccessi si combattono in altro modo, non tramite un regolamento palesemente illegale».

«È normale che ci siano pensieri diversi, tutti legittimi – commenta Lino Pantano-. Ma in un’amministrazione bisogna fare delle scelte. Il consiglio ha scelto di difendere le persone più deboli e più fragili. Il sindaco ha non solo la potestà, ma anche il dovere di difendere i suoi cittadini e tutelare la loro salute dei cittadini. Alla base di questo regolamento ci sono delle scelte etiche, che abbiamo rese note a tutti. Non c’è nessuna volontà di penalizzare nessuno, o di andare contro qualcuno. Chi ha le slot all’interno della propria attività ne ha un guadagno. Legittimo. Chi fa la scelta di “non guadagnare” per tutelare la salute dei cittadini, può avere una premialità. Si tratta di una premialità piccola, che non potrà mai essere una contropartita del mancato guadagno. Riteniamo che questa non sia affatto un’ingiustizia. Noi abbiamo voluto dare un segnale, senza penalizzare nessuno, semplicemente guardando al bene della nostra comunità. Sento le opinioni diverse, ma sento anche tanta condivisione. Alcune persone mi fermano e mi ringraziano. Mi dicono con chiarezza che un segnale simile era necessario. Non sarà la soluzione per tutto, ma era un passo importante. Anche se, purtroppo, le scelte dei governi nazionali, vanno in direzione contraria, vanno verso la liberalizzazione».

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