Riduzione progressiva AWP, tassa legge di Stabilità, aumenti PREU nel corso degli anni, limiti orari, lockdown. Come se tutto ciò non bastasse i gestori del Lazio dovranno anche vedersela, l’anno prossimo, con gli effetti (retroattivi) della Legge Regionale n.5 del 5.8.2013, modificata  dalla legge n.1 del 27.2.2020, art.15 comma 1 lett.d) che ha introdotto l’art.11 bis nella legge 5/2013. L’art.11 bis, come noto agli addetti ai lavori,  prevede che le limitazione di cui all’art.4 (della legge 5/2013) devono trovare applicazione anche alle sale giochi già esistenti. Viene previsto un termine di 18 mesi dalla entrata in vigore della legge 1/2020 per adeguarsi (art.11 bis). O chiudere.

L’avv. Marco Ripamonti e l’avv. Carlo Lepore, laziali entrambi neanche a farlo apposta, sono già stati interessati da alcuni gestori di studiare il caso.

Così ha dichiarato, l’avvocato viterbese: “Stiamo esaminando questo singolarissimo caso di norma retroattiva, e come tale non propriamente in linea con la Costituzione,  allo scopo di avviare una iniziativa che possa porvi rimedio. Il problema è estremamente sentito dai gestori già afflitti da una pregressa legislazione che definire  ostile è eufemistico e che è espressione evidente di orientamenti politici che oggi governano, sia a livello nazionale, che a livello di città di Roma e Regione Lazio. Si tratta di una tendenza ormai innegabile a livello di maggioranza, tant’è che le sale gioco e scommesse sono state le ultime a riaprire in occasione del primo lockdown e stessa sorta pavento nella situazione attuale, con ristori a dir poco insufficienti. La Legge Regionale in questione produrrà effetti disastrosi ed il termine si avvicina sempre più. L’avv. Lepore ed io stiamo approfondendo la questione e poi valuteremo le iniziative da  intraprendere“.