“In questi giorni stiamo mandando i provvedimenti di chiusura alle sale scommesse che non hanno ancora delocalizzato ad almeno 500 metri di distanza da luoghi sensibili come prevede la legge regionale”. Lo scrive su Facebook l’assessore alla Sicurezza urbana del Comune di Bologna, Alberto Aitini, aggiungendo che “alcune dovranno chiudere già nelle prossime settimane, altre hanno ottenuto una proroga di alcuni mesi (come previsto dalla legge) per tutelare il più possibile i lavoratori”.

Inoltre, continua Aitini, “abbiamo emanato l’ordinanza che riduce in modo permanente gli orari di utilizzo delle slot machine in bar e tabaccherie in attesa di toglierle definitivamente alla scadenza della concessione e investito 300mila euro per la prevenzione e il contrasto alla ludopatia”.

Conclude l’assessore: “La nostra parte la stiamo facendo ma serve anche una legge che contrasti il gioco d’azzardo patologico su internet, un problema molto preoccupante che colpisce in particolare i più giovani. Noi intanto lavoriamo per una Bologna slotfree “.

Sono venti le sale che a Bologna stanno chiudendo i battenti a seguito della legge regionale . “La polizia locale sta consegnando in questi giorni le ordinanze di chiusura. Il mancato rispetto di un provvedimento amministrativo fa scattare una denuncia penale”, spiega Alberto Aitini, assessore alla sicurezza e al commercio del Comune “Una trentina invece le sale che usufruiranno della proroga di sei mesi concessa a chi dimostra di essersi attivato per trasferirsi in zone permesse”. Alcuni di questi apriranno addirittura in altre città.

A livello regionale, Bologna figura al trentunesimo posto in Italia come tasso di occupazione nel settore, con 17,3 addetti su 100 mila abitanti. Rimini è invece nettamente la provincia italiana con il tasso più alto, 79,2 abitanti ogni 100 mila. Forlì-Cesena è nella parti basse della graduatoria, a 4,8.