E’ stata presentata dalla senatrice della Lega, Simona Pergreffi (nella foto), un’interrogazione al Mef in merito al sequestro di tre sale Esports avvenuto il 29 aprile scorso. L’iniziativa era stata annunciata nei giorni scorsi.

“Premesso che – si legge nel testo dell’interrogazione – nei giorni scorsi alcune delle principali sale eSport e LAN del Paese sono state messe sotto sequestro; la più famose di queste è probabilmente l’eSport Palace di Bergamo di proprietà di AK Informatica. Si tratta di luoghi di aggregazione, in cui giocare ai propri titoli preferiti, organizzare tornei o eventi e vere e proprie clubhouse per squadre impegnate nei vari campionati; il sequestro è stato disposto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) dopo l’esposto presentato da un imprenditore, titolare di una società che opera nel mondo delle sale giochi;

i sequestri sarebbero motivati da presunte irregolarità nella gestione delle postazioni di gioco che, ad avviso del regolatore, anche se utilizzate a titolo gratuito, sono tenute al rispetto delle norme di legge in materia di apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro; la scorsa settimana – prosegue l’interrogazione -, l’ADM ha diffuso una circolare in cui invitava i titolari dei vari eSport bar a provvedere affinché i loro apparecchi fossero “sottoposti a omologa/certificazione, muniti di titoli autorizzatori, soggetti al pagamento dell’Imposta sugli Intrattenimenti (ISI)”. Il termine ultimo fissato era sabato 30 aprile. Ovviamente l’impossibilità anche solo di organizzare la certificazione in tempi così brevi ha portato al blocco totale di molte attività e quando è scaduto il termine è stato disposto il sequestro; i sequestri delle sale eSport derivano dall’erronea assimilazione dell’attività e dei giochi messi a disposizione nelle sale LAN a quelle di mere sale da gioco con conseguente applicazione della relativa normativa;

l’estensione del regime autorizzatorio previsto per gli apparecchi di intrattenimento senza vincita in denaro agli apparecchi da eSport installati nelle sale LAN introdurrebbe un regime che non ha precedenti in nessun’altra giurisdizione; il settore eSport italiano, sebbene in forte crescita, sconta la mancanza di una regolamentazione normativa. La disciplina astrattamente applicabile al gaming competitivo, infatti, è rappresentata dalla normativa relativa alle manifestazioni a premi (in caso di torneo con assegnazione di vincita non in denaro) e dalla normativa relativa ai giochi di abilità a distanza con vincita in denaro, con conseguente applicabilità delle regole del gioco d’azzardo: discipline piuttosto gravose e complesse;

a parere dell’interrogante si tratta di una situazione che colpisce un settore in piena ascesa: è fondamentale, quindi, trovare una soluzione che risolva questo vulnus normativo senza frenare la diffusione degli eSport in Italia, si chiede di sapere quali provvedimenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per una corretta regolamentazione del settore”, conclude l’interrogazione.