Arriva un’interrogazione in Regione di Daniele Marchetti (Lega) sull’escamotage trovato dal gestore di un’agenzia di scommesse di Cesena per aggirare le norme regionali di contrasto alle ludopatie (distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili, calcolata secondo il percorso pedonale più breve dall’ingresso alla sala giochi, sala scommesse o locali con apparecchi per il gioco d’azzardo).

“Dato che l’entrata dell’agenzia di scommesse – riporta il consigliere – è ubicata a 370 metri da una chiesa (luogo sensibile), il gestore ha trovato l’escamotage di costruire un percorso verso l’entrata delimitato da una recinzione metallica di oltre 130 metri, rientrando in questo modo nei parametri consentiti dalla legge regionale. Nei confronti del gestore – precisa il leghista – il 12 agosto scorso sarebbe stato notificato provvedimento di chiusura”.

“Sempre a Cesena, però, – rimarca l’esponente del Carroccio – una trovata analoga avrebbe ricevuto ben diverso trattamento. La chiusura, infatti, dell’entrata alla sala bingo dell’Ippodromo con spostamento a una distanza superiore alla fatidica soglia dei 500 metri da un luogo sensibile vicino, sarebbe stata considerata legittima dall’assessore comunale all’Urbanistica”. Da qui l’iniziativa di Marchetti, che chiede alla Giunta regionale “di riferire in merito alla difformità di giudizio del Comune di Cesena e se non ritenga troppo restrittivi e punitivi i parametri e le prescrizioni contenuti nella legge regionale”.