Caro Sindaco si è mai chiesto come vivono tutte le citta d’Italia che non hanno il Festival e il Casinò? Sanremo non è diversa dagli altri 233 comuni della Liguria e delle migliaia di comuni italiani. Cosa possono dire tutte le stazioni sciistiche del nostro Paese? Cosa possono dire tutti i teatri, centri congressi, catering, negozianti, ristoratori che sono chiusi dal Covid? Forse dire: “Apriteci subito altrimenti andiamo in default”?

Il fatto che Sanremo abbia sempre vissuto sopra le righe, sperperando denaro perché abituata a introiti extra che arrivano da Casinò e convenzione Rai per in Festival, le farà ora comprendere le difficoltà che tutti vivono e vi farà scendere con i piedi per terra. Il potenziale default di Sanremo non è un motivo sufficiente per sfidare il Covid, come non lo è per il resto del Paese e del Mondo. Il problema non è il pubblico in sala che, se ben disposto a due tre posti di distanza potrebbe benissimo consentire di svolgere la manifestazione come dovrebbe essere, a mio giudizio, per tutti i teatri”.

Così in una nota Maurizio Rossi (Commissario Vigilanza Rai XVII legislatura) in risposta alle dichiarazioni del sindaco Biancheri.

“Il problema è il dietro le quinte dell’angusto Ariston, con corridoi stretti, camerini, spazi inadeguati e centinaia di persone che corrono come in un formicaio totalmente al di fuori di qualsiasi norma sugli assembramenti. La sicurezza impone di fermare il Festival. La Rai, soggetto pubblico con 3.5 miliardi di canoni pagati dai cittadini, deve essere l’esempio per tutti: deve educare, insegnare, fare cultura.

Sarebbe inaccettabile pensare di portare avanti il Festival a dispetto di tutti e del signor Covid solo per motivi economici del Comune. Signor Sindaco sono state rinviate le Olimpiadi, gli Europei di calcio e tante altre manifestazioni in tutto il mondo. Con tutto il rispetto per Sanremo, scenda anche lei tra i comuni mortali e cioè tutto il resto del Paese che vive gli stessi problemi da sempre senza mai aver avuto i benefici unici e straordinari di cui ha sempre goduto la privilegiata Sanremo”.