senato

“Nell’aprile del 2011 un gruppo di quindici persone ha “arbitrariamente invaso, al fine di occuparlo”, l’ex cinema Palazzo, nel quartiere San Lorenzo di Roma, obbligando gli operai che vi stavano lavorando a lasciare l’edificio; come si legge nel capo di imputazione dei quindici accusati (…) la protesta si è protratta nel tempo trasformandosi in un’occupazione; l’immobile, che in passato aveva ospitato una sala da biliardo con proiettore, è, dal 2003, di proprietà della (…) che dal 2010 ne aveva disposto la locazione con contratto pluriennale ad una società per trasformarlo in una sala giochi”. E’ quanto riferisce il senatore William De Vecchis (Lega) in un’interrogazione presentata in Aula e rivolta al Ministro dell’Interno.

“Il legale della società ha provato a chiarire che la destinazione urbanistica dei locali consentiva di ospitare un cinema, un casinò, un supermercato, e che il 70 per cento della superficie sarebbe stato riservato a una vocazione ludico ricreativa a beneficio della cittadinanza. Ha anche ricordato che nel contratto di affitto era stato esplicitato l’impegno a bonificare i 150 metri quadrati d’amianto nel soffitto, come richiesto dalla Asl già nel 2006. Ha infine aggiunto che la società locataria era obbligata contrattualmente ad assumere a tempo indeterminato 27 persone necessarie a condurre la sala slot tra i padri di famiglia disoccupati del quartiere;

sembra chiaro, quindi, che la struttura fosse già destinata ad essere un importante presidio sul territorio, con vocazione commerciale, ma anche molto sociale. Ma gli occupanti hanno arbitrariamente voluto scegliere un’accezione particolare, colorando, senza averne alcun titolo, questo luogo di aggregazione con colori politici, ospitando all’interno manifestazioni di pensiero unico e trasformandolo, di fatto, in un luogo di ritrovo per ammiratori e nostalgici delle Brigate Rosse;

la scelta di un ristretto gruppo di persone di proseguire per anni nell’occupazione piuttosto che vigilare sul rispetto di tutti gli impegni sociali assunti in fase di contratto dalla società locataria, ha prodotto il risultato paradossale secondo cui la cittadinanza, che avrebbe dovuto trarre beneficio da questa operazione, per partecipare alle attività svolte nella struttura, è stata costretta necessariamente a rendersi complice di un politicizzato progetto abusivo a danno dei legittimi proprietari e locatari;

pochi giorni fa, sono stati posti i sigilli all’edificio occupato dal 2011 su disposizione della corte d’Appello di Roma, ma dopo poche ore gli attivisti hanno fatto irruzione e sono rientrati nella struttura, chiamando a raccolta i vari centri sociali del territorio romano ed alcuni esponenti del mondo politico, si chiede di sapere alla luce della manifesta volontà di non rispettare le disposizioni giudiziarie, quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere nell’immediato per mettere fine ad una situazione abusiva che si protrae da anni, pilotata da un gruppo ristretto di persone, che ha arbitrariamente deciso di sostituire il proprio progetto a quello regolarmente autorizzato”.

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