Sono 1.478 le attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco che hanno ricevuto, per il momento, la prima erogazione automatica del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Ristori. L’importo del contributo complessivo è di 7.368.872 euro. Quello medio pro capite è di 4.986 euro.

E’ quanto riferito in Commissione Finanze della Camera nella risposta all’interrogazione Fragomeli (Pd) sull’erogazione del contributo a fondo perduto agli operatori economici colpiti dalla crisi legata all’emergenza epidemiologica.

“Come si legge dal comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 7 novembre 2020, i bonifici sono stati disposti lo scorso 6 novembre, ossia decorsi nove giorni dall’emanazione del decreto-legge n. 137 del 2020, avvenuta il 28 ottobre 2020. In particolare sono stati inviati i mandati di pagamento per un importo totale di 964,8 milioni di euro a favore delle 211.488 imprese più colpite dalle misure di contenimento della seconda ondata dell’epidemia COVID-19. I contributi sono stati erogati in soli nove giorni dall’emanazione del Decreto Ristori, grazie alla procedura informatica gestita dal partner tecnologico Sogei, e senza richiedere alcun adempimento ai contribuenti coinvolti che vedranno accreditarsi le somme maggiorate direttamente sul conto corrente indicato nella domanda relativa al primo contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio. A ricevere i contributi sono anche 154 mila bar, pasticcerie, gelaterie e ristoranti per un importo di oltre 726 milioni di euro e 25 mila operatori dell’ospitalità per 106 milioni di euro. Sono, invece, circa 9 mila i beneficiari che operano nelle attività sportive e di intrattenimento e nel trasporto. Tra le altre attività con più erogazioni spiccano quelle artistiche (2.935), quelle di supporto alle imprese (1.482) e quelle professionali (1.206). Con riferimento al territorio di appartenenza, sono 32 mila i beneficiari con sede nel territorio della Lombardia, più di 20 mila nel Lazio, 17 mila circa in quattro regioni (Veneto, Campania, Toscana ed Emilia Romagna), circa 13 mila in Sicilia e Puglia e oltre 5 mila in Calabria e Marche”.