Ad oggi le istanze sospese relative al contributo previsto dal dl Sostegni 1 per le partite Iva rappresentano il 5,7 per cento del totale. E’ quanto ha spiegato con una risposta alla Camera il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon.

“Con il documento in esame gli Onorevoli interroganti fanno riferimento al contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto-legge n. 41 del 2021 (DL Sostegni) riconosciuto ai titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario relativamente al quale l’Agenzia delle entrate ha, di recente, aggiornato la Guida”, si legge nel documento presentato in Commissione Finanze dal sottosegretario.
“ In proposito, gli interroganti rappresentano che a molti richiedenti è stata preclusa la possibilità di inviare la legittima istanza poiché «sospesa» per «Incocrenza fatturato-corrispettivi 2019» così come segnalato da un messaggio di risposta automatica del sistema.
Gli Onorevoli chiedono, pertanto, di sapere quali iniziative si intendano assumere per procedere celermente alla definizione delle domande già inoltrate in considerazione del fatto che la sospensione sembra spesso sia legata all’assenza delle comunicazioni periodiche Iva – perché nel frattempo il contribuente è diventato forfettario e non ha ancora presentato la dichiarazione per comunicare l’opzione – ma anche perché dovute ad imprecisioni che purtroppo non sono correggibili dal sistema centrale, ma sarebbero modificabili solo con l’interlocuzione tra contribuente e intermediario.
Al riguardo, l’Agenzia delle entrate rappresenta quanto segue.
A seguito della trasmissione dell’istanza per il riconoscimento del contributo di cui all’articolo 1 del DL n. 41 del 2021, che può avvenire attraverso la procedura web presente nel portale dell’Agenzia delle Entrate o mediante il canale telematico Fisconline/Entratel, sono previste le seguenti fasi di lavorazione automatizzata della stessa:

1) il sistema informativo dell’Agenzia delle entrate effettua i controlli formali verificando tra l’altro la correttezza ed esistenza dei codici fiscali riportati nell’istanza e la compilazione di tutti i campi obbligatori presenti nella stessa. In caso di superamento di detto controllo, che dura poche ore, il sistema restituisce – al soggetto che ha trasmesso l’istanza – una ricevuta di presa in carico della stessa. In caso di esito negativo, viene rilasciata una «ricevuta di scarto»;

2) successivamente alla presa in carico dell’istanza, il sistema informativo effettua ulteriori controlli automatizzati più approfonditi, che possono richiedere qualche giorno, al fine di valutare la coerenza di massima tra i dati presenti nell’istanza e quelli dichiarati dal soggetto richiedente (dichiarazione dei redditi 2019, dichiarazione IVA o Comunicazioni di Liquidazione Periodica IVA) e di intercettare e bloccare preventivamente eventuali tentativi di frode. Nel lasso di tempo tra la presa in carico dell’istanza e il termine dei predetti controlli automatizzati, nell’area «Consultazione esito» del portale Fatture e Corrispettivi è presente la dicitura «Istanza in lavorazione»;

3) al termine dei predetti controlli, in caso di esito positivo (assenza di incoerenze tra i dati in esse riportati e i dati dichiarativi) il sistema emette il mandato di pagamento del contributo spettante oppure riconosce il credito di imposta. L’esito finale di elaborazione con le relative date del mandato di pagamento (da quel momento Pag. 105al momento dell’accredito in conto corrente possono trascorrere pochi giorni) o del riconoscimento del credito di imposta sono esposti tempestivamente al link «Consultazione esito» nella sezione «Contributo a fondo perduto» del portale «Fatture e Corrispettivi».

Qualora in seguito all’esecuzione dei controlli automatizzati emergano delle incoerenze, l’Agenzia delle entrate espone – nell’area «Consultazione esito» – la tipologia di anomalia e procede a controlli più puntuali, mantenendo la «Istanza in lavorazione». In quest’ultimo caso, l’utente è chiamato a verificare la coerenza dei dati riportati nell’istanza con i dati dichiarati (dichiarazione dei redditi 2019, dichiarazione IVA 2019 e/o 2020, se già presentata, Comunicazioni di Liquidazione Periodica IVA) ed, eventualmente, a trasmettere una nuova istanza corretta.
Alla data odierna le istanze sospese rappresentano il 5,7 per cento del totale.
Grazie ai canali di assistenza attivati sin dalla data di avvio del processo di riconoscimento dei contributi a fondo perduto, l’Agenzia delle Entrate ha potuto supportare gli utenti per i quali i controlli automatizzati hanno evidenziato le anomalie citate, approfondendone i motivi e risolvendo, nella gran parte dei casi, le criticità. In particolare, anche le situazioni di anomalia segnalate dagli Onorevoli interroganti relative ai soggetti con regime forfettario ovvero ai soggetti la cui partita IVA deriva da operazioni straordinarie (confluenze, conferimenti e altro) sono state individuate e risolte.
Per le istanze sospese per le quali nonostante gli interventi effettuati persistono incoerenze con i dati presenti in Anagrafe Tributaria, si procederà a fornire esito negativo, ferma restando la possibilità per le imprese di presentare eventualmente istanza di autotutela all’Ufficio territorialmente competente”.