Grande lavoro da parte del Ministro dell’Economia Daniele Franco, impegnato sul primo decreto economico del Governo Draghi, il Ristori 5 che si è bruscamente fermato con la crisi del Governo Conte ed è rimasto congelato durante l’iter che ha portato alla formazione del nuovo esecutivo. Ora il tempo stringe perché assieme alla questione dei ristori ai settori colpiti dalle misure restrittive c’è da risolvere il problema delle cartelle congelate e della rottamazione sospesa fino al 28 febbraio.

Il primo problema da risolvere è impiegare bene i 32 miliardi resi disponibili dal maggior deficit per l’erogazione dei ristori alle categorie colpite dalle norme anti-Covid, mentre cresce la pressione dei vari settori coinvolti nei lockdown parziali e totali, tra cui quello del gioco, indubbiamente tra i più colpiti.

Il sostegno – riporta teleborsa – manca ormai da due mesi e ulteriori ritardi rischiano esercitare effetti disastrosi sull’economia, imponendo chiusure forzate di moltissime attività. Dai ristoranti al turismo invernale, sono molte le categorie convolte, senza dimenticare la mancata ripartenza di teatri, cinema e palestre, che rischiano la chiusura definitiva.

Un intervento che dovrebbe andare al di là dell’esistenza o meno di una partita IVA e prevedere un un contributo anche per i lavoratori autonomi, precari, stagionali ed occasionali.

Il tempo stringe per i 50 milioni di cartelle congelate sino al 28 febbraio dal precedente provvedimento del governo. Il punto è evitare una pioggia di avvisi di riscossione e cartelle a partire dal 1° marzo e rinviare le scadenze in via generalizzata di almeno un paio di mesi, facendolo coincidere anche con la scadenza dello Stato di emergenza al 30 aprile 2021.

Si parla poi di un nuovo pacchetto di regole per l’allungamento dei tempi delle notifiche e quindi dei termini di prescrizione, cosicché l’invio delle cartelle potrebbe anche essere essere selettivo ed abbracciare un arco temporale più ampio di due anni, evitando la montagna di notifiche e ripercussioni pesanti sull’economia.

E infine la rottamazione delle cartelle per gli 1,2 milioni di contribuenti che l’hanno richiesta potrebbe essere prorogata fino al 30 aprile, per evitare il pagamento in soluzione unica di 950 milioni di rate sospese dai decreti del Conte Bis.

Si tratta di ben cinque rate di rottamazione e due del saldo e stralcio, che sono state bloccate lo scorso anno ed andrebbero pagate per non decadere dall’agevolazione.